Si possono fare vaccinazioni se si è incinte?

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Opinione scritta da: Redazione 12:04:26 24-12-2010

Così come accade per i medicinali, anche per quanto riguarda le vaccinazioni sarebbe meglio starne il più possibile lontano nel corso di una gravidanza. Ciò, ovviamente, a meno di indicazioni in senso opposte da parte del medico. Tuttavia, può capitare si sottoporsi a una vaccinazione quando ancora non si è a conoscenza di essere incinta. Non solo, può comunque accadere che sia necessario, anche durante una gravidanza, sottoporsi a una vaccinazione, per esempio in caso di una ferita (in questo caso bisogna ricorrere all’antitetanica). Per quanto riguarda danni all’embrione o al feto derivanti da vaccini, comunque, nella letteratura scientifica non esistono informazioni certe. In generale, comunque, si può dire che viene sconsigliato sottoporsi a vaccini in gravidanza nel caso si tratti di virus vivi ma attenuati, mentre non vengono ravvisati problemi o controindicazioni nel caso di virus inattivi o di altre sostanze antigeniche. Per quanto riguarda i vaccini che non comprendono virus vivi, durante il periodo della gravidanza, come detto, non ci si deve preoccupare. Fanno parte di questa sezione i vaccini antininfluenzali, quelli antirabbici, quelli antitetanici (che anzi sono consigliati per quelle donne che sono sottoposte a rischi sul lavoro), quelli antiemofili, quelli antipiogeni, quelli antipneumococcichi, quelli antipertosse, quelli antipoliomelite, quelli antiepatite B, quelli antiepatite A e quelli desensibilizzanti per le allergie. Viceversa, i vaccini che contengono virus vivi ma attenuati vengono sconsigliati, anche se, in concreto, non sono mai stati segnalati, fino ad oggi, effetti teratogeni. Si tratta, insomma, più di un’azione di prevenzione, che comunque consiglia di eseguire questo vaccino solo in caso di reale necessità e, per quanto possibile, solo dopo aver superato il terzo mese di gravidanza. A questo gruppo appartengono vaccini quali quelli antifebbre gialla, antitifo orale, antirosolia (anche se gli studi effettuati non hanno segnalato cause di malformazioni), antitubercolari, anticolera (e di conseguenza è preferibile evitare viaggi in Paesi dove la malattia è ancora diffusa), antivaiolo, antivaricella, antidifterite, antiparotite e antimorbillo. Un cenno particolare merita, poi, la vaccinazione antiinfluenzale. Essa negli Stati Uniti è raccomandata sin dal 1997 per tutte le donne in gravidanza. In Italia, invece, l’Istituto Superiore di Sanità del Ministero della Salute ha limitato la raccomandazione alle sole donne gravide che rientrano nelle categorie a rischio, quali quelle affette da sindromi di malassorbimento intestinale, diabete, altre malattie dismetaboliche, malattie degli organi emopoietici, fibrosi cistica, malattie congenite che determinino una produzione di anticorpi scarsa, patologie croniche debilitanti che riguardano il sistema cardiovascolare, il sistema respiratorio e il sistema uropoietico. I vaccini che oggi le donne gravide hanno a disposizione sono gli split virus, composti da virus per così dire frammentati, e quelli a subunità dove sono presenti proteine sulla superficie. Essi rappresentano una protezione ottimale per le gestanti, e gli eventuali effetti collaterali derivanti sono davvero ridotti al minimo.

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