Se ho più tv devo pagare più abbonamenti rai?

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Opinione scritta da: Redazione 14:43:07 04-02-2011

Chi ha più di una televisione deve pagare più abbonamenti Rai? Ovviamente la risposta è no. Il canone Rai, o canone televisivo, è una tassa sulla detenzione di apparecchi atti alla ricezione di radioaudizioni. L’imposta deve essere pagata indipendentemente dalla volontà di usare il servizio o dalla fruizione reale. In realtà, il termine abbonamento è fuorviante, perché indica una possibilità di scelta da parte dell’utente che nella realtà dei fatti non esiste. Le entrate che lo Stato riceve da tale imposta vengono devolute direttamente alla Rai. L’imponibilità è esclusivamente in funzione del possesso di un apparecchio, e non dipende dall’effettiva ricezione delle trasmissioni Rai, o dalla mancanza di interesse a fruirne. Numerose sentenze della Corte di Cassazione e della Corte Costituzionale hanno sancito la legittimità dell’obbligo. Per quanto riguarda i soggetti tenuti al pagamento, chi è obbligato è il detentore, vale a dire che il tributo è intestato al detentore degli apparecchi, indipendentemente dal loro numero. Non riveste importanza, invece, la proprietà dell’apparecchio, e se esso sia in comodato o sia situato in una casa in affitto. Nemmeno la cittadinanza rappresenta un discrimine, visto che anche gli stranieri devono pagare l’imposta. Il canone è unico, e comprende tutti gli apparecchi che il titolare detiene sia nella propria residenza sia in eventuali abitazioni secondarie, o da altri componenti della famiglia che risultano dallo stato familiare. Non esiste, bisogna specificare, una definizione precisa di quali siano gli apparecchi che vengono compresi nella normativa. Ad esempio, potrebbero essere atti alla ricezione anche i tivufonini, mentre quelli adattabili possono essere addirittura i videoproiettori, non dotati di sintonizzatore ma di porte per connettori video a audio. Per quanto riguarda l’esenzione dal pagamento, essa riguarda, tra gli altri, i militari che appartengono alle Forze Nato di cittadinanza straniera, le radio situate in abitazioni private, i diplomatici e i consoli dei Paesi che a loro volta dispensano gli omologhi italiani da obblighi uguali, i militati italiani, per quanto riguarda gli apparecchi destinati agli ospedali militarsi, i rivenditori e i riparatori di televisione, le imbarcazioni, la autoradio, gli anziani di età superiore ai 75 anni con reddito totale (compreso quello del coniuge) non superiore a 6700 euro all’anno. L’abbonato, peraltro, ha la facoltà di chiedere la disdetta dell’abbonamento, per esempio nel momento in cui cede tutti gli apparecchi che possiede. In questo caso, la disdetta che indica l’indirizzo del nuovo possessore, e le sue generalità, deve essere invita come raccomandata. Inoltre, è anche possibile che l’abbonato dichiari in via ufficiale di non possedere più nessun apparecchio, per esempio a causa di un furto o un incendio, e può comunicarlo in questo caso in maniera adeguata. In caso di decesso di un abbonato, invece, gli eredi possono chiedere il passaggio dell’abbonamento, oppure la cessazione dello stesso. Ribadiamo, per concludere, che l’abbonamento non è in funzione del numero di apparecchi che si possiedono, ma dipende esclusivamente, per sintetizzare in maniera un po’ semplice, dal capofamiglia. Anche in caso di più abitazioni, il canone che dovrà essere pagato sarà uno solo. La tassa si basa sull’atto unico della detenzione.

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