Se ho dei dolori al pene come mi devo comportare ?

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Opinione scritta da: Redazione 9:43:49 26-11-2010

Il pene e la zona genitale maschile sono una delle parti più sensibili del corpo del maschio e spesso può essere soggetta a fattori che possono causare dolori vari, quali senso di gonfiore, bruciore e altri stati infiammatori dall’intesità variabile.

Le cause possono essere infinite, tuttavia per poter circonscrivere il campo d’ipotesi possiamo distinguere dolori causati da malattie sessualmente trasmissibili, come gonorrea, clamidia, sifilide e in casi avanzati la candida. Oppure possiamo venire incontro a diversi tipi di infezioni come quelle dell’uretra e del prepuzio, particolarmente frequente per gli uomini circoncisi. Prostatiti, cancro del pene o stesso cancro della prostata possono essere cause importanti dei dolori al pene che non vanno prese assolutamente sotto gambe, perché in casi estremi, si può rischiare la penectomia totale, ovvero l’asportazione totale del pene. Ma possono esserci anche cause meno terribili: lesioni da morso, sia umano che di insetto, brufoli e piccole lesioni. Non meno da tenere in considerazione la possibilità che si tratti di priapismo.

Come comportarsi quindi, in caso di dolori al pene? L’importante è esserne consapevoli e attendere quattro ore. Se nelle quattro ore il dolore non passa, né accenna a scemare è necessario recarsi al pronto soccorso: quando si arriva ad un dolore così persistente significa che ci sono cause profonde e potenzialmente pericolose. Nel frattempo alleviate il dolore con un impacco di ghiaccio, ma non ritenetelo una cura, solo un palliativo.

Una volta dal medico, egli inizierà un controllo del pene, scroto e testicoli e della zona inguiale per ricerche semeiotiche di anomalie. Allo stesso tempo inizierà a porvi domande sulle vostre abitudini sessuali e su quelle del vostro partner: siate sinceri perchè magari in un dettagli tralasciato potreste davvero nascondere la causa del vostro problema ed impedirgli di risolverlo.

Se si tratta di infezioni, la terapia più diffusa è quella con farmaci antivirali, antinfiammatori che intervengano sulla malattia per tentare di debellarla. Naturalmente anche determinati tipi di abitudini sessuali vanno tenute sotto controllo: anche i vostri partner abituali devono essere controllati ed essere tenuti sotto osservazione, tenendo conto anche di uno spettro temporale molto vasto: molte di queste malattie hanno un’incubazione non indifferente prima di mostrare i loro sintomi, sebbene nel frattempo possano essere trasmette lo stesso.
In casi estremi di infiammazione, la soluzione si risolve spesso con pomate anestetiche locali, che possano risolvere il fattore dolore e tentare di rialire alle cause dell’infiammazione. In casi molto estremi, può essere necessario ricorrere alla circoncisione ovvero all’asportazione parziale o totale del frenulo e della parte di pelle che circonda il glande.
Nel caso di priapismo, ovvero di un’erezione che non accenna a terminare, l’intervento deve essere tempestivo: una volta in ospedale, si utilizza un catetere nell’uretra, per evitare che ci sia ritenzione di urina. Successivamente si proverà l’approccio farmacetico e successivamente quello chirurgico se necessario.

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