Come scegliere il periodo migliore per fare volontariato all’estero?

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Opinione scritta da: Redazione 21:58:58 04-01-2011

Cominciamo subito con il riportare una notizia per tutti coloro che sono interessati a fare questa esperienza: il 2011 è l’anno internazionale del volontariato. Quindi parlando di periodi migliori, direi che questa ricorrenza capita a fagiuolo. In linea generale direi che non esiste un mese o un anno che si fa preferire agli altri per partire. Molto dipende dalle nostre attività quotidiane, dagli impegni di studio e quelli personali. Dai 18 ai 30 anni sono davvero tante le possibilità che vengono offerte, in particolare quelle dello SVE, il Servizio di Volontariato Europeo. Ci sono impegni che coprono pochi mesi, ma si può arrivare anche fino a dodici. Solitamente c’è un piccolo contributo mensile assegnato al volontario, oltre alla copertura completa di vitto e alloggio. Molto diverse anche le mansioni e le competenze richieste. Si va da impiehi di ufficio a impegni che richiedono anche abilità manuale, da assistenza alle persone svantaggiate all’organizzazione di eventi. E’ importante scegliere o meglio candidarsi all’annuncio che fa per noi, tenendo conto di ciò che sappiamo fare o pensiamo di saper fare meglio, ma in definitiva la cosa più importante sono le motivazioni. Difatti, spesso ci capiterà di esprimerle in un colloquio o tramite lettera motivazionale ed è lì che dobbiamo guadagnarci la fiducia dei selezionatori. Il volontariato di vantaggi ne porta senza dubbio tanti perché permette di confrontarsi con una cultura differente dalla nostra, di affacciarsi concretamente ad una realtà lavorativa, di migliorare la nostra conoscenza di una lingua straniera, di accrescere il nostro senso di responsabilità e magari contribuire in maniera significativa al nostro processo di maturazione. Parlando invece di svantaggi, potrebbe chiaramente presentarsi soprattutto nel primo periodo una certa difficoltà di ambientamento, oltre ad un piccolo senso di smarrimento e solitudine. Tuttavia, nella stragrande maggioranza dei casi, sono cose che possono svanire in pochi giorni, lasciando solo il bello e il positivo dell’esperienza. Magari qualche complicazione in più può sorgere se si partecipa a progetti fuori dall’Europa, per esempio in aree del mondo svantaggiate. Se però da un lato questo fa crescere le difficoltà, dall’altro probabilmente può portare ad un aumento delle gratificazioni. In definitiva, tornando alla questione di partenza che ha guidato la stesura di questo articolo, non esiste un periodo migliore sempre valido per partire volontario. Solo guardando dentro di noi possiamo trovare la risposta esatta. Quel che si può dire è che appare realmente difficile non trovarne almeno uno per non lanciarsi in questa avventura in un determinato momento della vita e arricchire in questo modo la nostra esistenza, dando un prezioso contributo, ma anche ricevendo molto dagli altri.

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