Come riconoscere le bacche commestibili?

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Opinione scritta da: Redazione 19:14:53 07-01-2011

Per riconoscere le bacche commestibili bisogna intanto conoscere la flora dell’ambiente che siamo soliti frequentare, non ha alcun senso conoscere delle specie che non sono presenti o che presentano caratteristiche imparate solo nei manuali.
Questa regola generale è una regola dettata dal buon senso oltre che da ragioni di carattere pratico.

Se siamo soliti per esempio andare in Sardegna come l’esperienza che vi andrò a raccontare, conoscere le bacche presenti in quel territorio ci eviterà spiacevoli conseguenze che nel migliori dei casi possono avere come esito un’intossicazione per avvelenamento, in caso contrario se dovessimo ingerire delle bacche velenose non potremo raccontare la nostra esperienza perchè l’esito sarebbe infausto.

ESPERIENZE PERSONALI: Frequento da tempo la Sardegna una terra ricca di vegetazione e di specie floristiche tra cui numerose varietà di piante che producono bacche:

* Tra queste una specie molto diffusa è il ginepro, le cui bacche non sono frutti nel vero senso della parola, ma galbuli, strutture di protezione dei semi. Sono prodotte dalle piante femminili e impiegano due anni a giungere a maturazione. Si possono raccogliere tra agosto e novembre semplicemente staccandole con le dita dai rami, assomigliano a degli acini di uva nera e hanno un profumo inconfondibile, non ci si può sbagliare perchè la pianta su cui crescono è una conifera e ha i classici aghi che consentono di non confondersi con altre piante.

* Un’altra bacca commestibile e molto comune che troviamo in Sardegna è la bacca del corbezzolo chiamato anche albero fragola, le bacche hanno un colore rosso violaceo con un fondo spessoverde- giallastro, la parte esterna del frutto è caratteristica ed inconfondibile in quanto presenta dei granuli a rilievo che lo rendono facilmente riconoscibile, si coglie dal peduncolo attaccato al ramo con delicatezza senza schiacciarlo.
La pianta del corbezzolo è riconoscibile in quanto le foglie sono di un colore verde scuro e con il margine dentellato.

* Altra bacca che sono solito trovare il Sardegna è il mirto, una pianta tipica della macchia mediterranea particolarmente diffusa in Sardegna e facilmente riconoscibile in quanto le foglie sono particolarmente odorose, le bacche hanno forma ovoidale e ricordano vagamente un’oliva, il colore è nero-violaceo e sono particolarmente succulente per i volatili, pur essendo commestibili tuttavia non si mangiano come un frutto normale ma vengono impiegate per aromatizzare le carni e per produrre un liquore molto diffuso e rinomato.

* Diffuse invece in tutta la penisola sono le more il cui arbusto spontaneo e spinoso cresce spontaneo lungo i bordi delle strade, i lamponi che assomigliano a delle more rosse, i ribes e i mirtilli.

* Per quanto riguarda i ribes e i mirtilli è necessaria una certa attenzione in quanto si possono facilmente confondere con bacche non commestibili.

Le regole da seguire per non sbagliare possono essere così riassunte:

* Imparare a riconoscere non più di 10 tipi di bacche, è preferibile vederle prima, in modo da confondersi.

* Non ingerire bacche con cui non si ha familiarità, diffidare soprattutto di bacche che non sono state mangiucchiate da uccelli.

PREZZO: La conoscenza si acquisisce con l’esperienza, non ha prezzo

SVANTAGGI: Non rilevati
VANTAGGI: Imparare a riconoscere le bacche.

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