Come riconoscere i fiori commestibili?

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Opinione scritta da: Redazione 12:45:41 09-01-2011

Portare fiori a tavola, non nel centro in composizioni colorate per rallegrare la cena, ma proprio nel piatto, ottimi ingredienti di ricette originali e sane, è una scelta capace di conquistare gli ospiti. Perchè i fiori sono buoni ed hanno proprietà benefiche per la salute, esattamente come le erbe officinali. Certo, non tutti i fiori sono commestibili: alcuni hanno un gusto pessimo, altri sono addirittura tossici.
Quali fiori possono quindi entrare in pentola? Una premessa è d’obbligo: niente fiori provenienti da vivai o fiorai perchè sono sicuramente trattati con fitofarmaci o sostanze chimiche che possono risultare molto dannose per il nostro organismo e difficilmente si riescono a lavare via. Quindi, se non si possiede un giardino o un balcone fiorito, si consiglia di acquistare i petali disidratati per uso culinario che si trovano in commercio.
Riconoscerli è semplice, basta optare per quelli più comuni. Primi fra tutti (sicuramente già apparsi nei vostri menù) i fiori di zucca; sono i più usati della categoria e vengono variamente serviti: fritti, ripieni, in minestroni, in frittate e frittelle. Questi si trovano in qualsiasi mercato e negozio, l’importante è che siano freschi e, quindi, con una buona consistenza.
Anche i fiori di basilico sono estremamente riconoscibili, sia dalla pianta, sia dall’inconfondibile profumo, e sono ottimi da aggiungere alle insalate o per il pesto.
Meno usuali, ma parimenti saporiti, i fiori di begonia. Il loro gusto è asprigno e ricorda vagamente la fragranza del limone. Ottimi aggiunti alle insalate, a cui doneranno anche colori inusuali.
I petali di rosa sono ormai facilmente recuperabili anche confezionati disidratati proprio per uso culinario; eccezionali per preparare i primi, soprattutto risotti, a cui conferiscono un inconfondibile sapore dolce e con un particolare retrogusto vagamente piccante.
Strano ma vero, anche il crisantemo risulta un buon ingrediente per numerosi piatti. Tuttavia non è indicato a chi non ama i sapori amarognoli, ma spesso viene usato semplicemente per dare colore alle portate.
Se avete fiori blu a forma di stella, è molto probabile che possediate una pianta di borraggine (in ogni caso consultate un libro o un sito di botanica per una verifica). Le sue belle corolle sono ottime nelle zuppe e nelle insalate, grazie al loro gusto che ricorda vividamente quello del cetriolo. Anche la calendula offre fiori assai saporiti, indicati per i primi piatti e i dolci. Il gusto è inusuale e inconfondibile: un misto di amaro e piccante, ma molto delicato. Questi ultimi, sono particolarmente apprezzabili anche per le proprietà lenitive e decongestionanti per l”organismo.
Insomma, mettere fiori nei vostri piatti ha innumerevoli vantaggi: costo nullo (o assai limitato), sapori fuori dall’ordinario,ottimo aspetto, benefici per la salute.

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