Quando è necessario fare la mammografia?

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Opinione scritta da: Redazione 8:05:08 04-01-2011

La mammografia è un esame riservato alla popolazione femminile. Si tratta di un esame radiografico del seno che viene fatto per verificare la formazione di eventuali noduli nelle mammelle. L’esame consiste nel “fotografare” le mammelle: la donna viene messa a dorso nudo davanti a una macchina, dotata di una base in vetro. Questa base viene messa all’altezza del seno e ciascuna mammella viene “compressa” prima verticalmente, poi lateralmente dal mammogarfo. Nel momento esatto in cui la mammella è schiacciata, il tecnico di laboratorio che esegue l’esame scatta una foto il cui esito si vede su un monitor. In questo momento occorre stare immobili per evitare di dover ripetere l’esame una seconda volta. Quando viene fatta la mammografia frontale alla mammella destra, occorre sollevare il braccio sinistro, allungandolo a livello della spalla. Questo per evitare che nella radiografia risulti un dito, la mano o un pezzo di braccio, col rischio di dover ripetere l’esame. Quando viene fatta la mammografia laterale alla mammella destra, occorre tenere schiacciata, tirandola di lato e leggermente indietro, la mammella sinistra, per lo stesso motivo prima indicato. Quando l’esame viene fatto alla mammella sinistra le posizioni descritte vanno assunte in modo speculare. A quest’esame dovrebbero sottoporsi, ogni anno, tutte le donne dai quarant’anni in poi ed anche prima se in famiglia ci sono stati casi di tumori al seno. Al di sotto dei cinquant’anni è prevista l’esenzione del pagamento del ticket ogni due anni, ovvero un anno si paga e l’anno successivo no. Al di sopra dei cinquant’anni è possibile eseguire questo esame in ogni ospedale pubblico senza alcuna spesa e anche senza l’ impegnativa del medico di base perché esso viene inserito nella campagna di screening per la tutela della salute della donna.
Una volta eseguito l’esame, il tecnico di radiologia e il medico esaminano i risultati. In molti casi la scoperta di eventuali neoplasie dipende molto dalla scrupolosità dei sanitari che visionano l’esame. Nel mio caso, il primo anno in cui ho fatto la mammografia il medico che ha visionato gli esiti ha visto un nodulino, ma non ha ritenuto di dover eseguire altri esami. L’anno successivo il medico che mi ha visitato, una donna, ha visto lo stesso nodulino, mi ha fatto subito un’ecografia e mi ha prelevato un campione di liquido dal seno per farlo analizzare tramite la biopsia. Per fortuna la diagnosi è stata di un nodulo benigno, causato da un grumino di latte calcificato.
I vantaggi consistono nella diagnosi precoce di eventuali tumori al seno, mentre gli svantaggi consistono nel fatto che si tratta di un esame un pò doloroso, almeno per quanto riguarda la mia esperienza. Il medico di base è la persona che dovrebbe indirizzare le donne ad eseguire questo esame. Il tumore al seno è molto subdolo, inizialmente non si manifesta con sintomi particolari o con dolori. Quando essi compaiono, potrebbe essere troppo tardi. L’unica arma che noi donne abbiamo a nostra difesa è la prevenzione.

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