Quali sono i requisiti per il pensionamento?

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Opinione scritta da: Redazione 10:53:20 11-02-2011

Le norme per il pensionamento sono state in parte modificate dall’ articolo 123 del decreto legge numero 78 convertito in legge il 30 luglio del 2010. La normativa di riferimento è ora la legge 122 del 2010. Essa si applica nel caso in cui i requisiti siano stati maturati dopo il 31 gennaio del 2010, per le persone che hanno maturato in precedenza il diritto alla pensione, si applicano le vecchie regole e soprattutto le vecchie finestre che permettevano di andare in pensione pochi mesi dopo aver maturato i requisiti. La prima cosa importante da sottolineare è la creazione della cosiddetta ” finestra mobile” ovvero, coloro che maturano i requisiti per il pensionamento, inizieranno a percepire la stessa solo un anno dopo la maturazione stessa. In passato c’ erano delle finestre fisse, per cui dopo aver maturato i requisiti si attendeva solo qualche mese.
Per quanto riguarda i requisiti, occorrono 65 anni di età per gli uomini e 60 per le donne con una contribuzione di almeno 20 anni. Ci sono però delle deroghe per coloro che raggiungono determinate quote sia contributive che anagrafiche, ovvero potranno andare in pensione coloro che, sommando età anagrafica ed età contributiva, raggiungono quota 96 avendo però minimo sessanta anni. Quindi una persona che ha compiuto sessanta anni e ha 36 anni di contributi, potrà andare in pensione, oppure sessantuno anni di età e trentacinque contributivi. Questa quota viene però di anno in anno alzata. Per i lavoratori autonomi la quota non è 96, ma 97, sempre con il requisito anagrafico di sessant’ anni di età. Occorre anche la cessazione del rapporto di lavoro dipendente, oppure dell’attività autonoma. Nel sistema precedente, in vigore fino al 31 dicembre 2010, occorreva raggiungere la quota 95 con minimo 59 anni di età.
Ulteriore possibilità è accedere al pensionamento con 40 anni contributivi e senza alcun limite minimo di età. Deve però essere sottolineato che difficilmente si raggiungeranno i quarant’anni contributivi prima dei 60 anni di età, soprattutto in futuro, visto che spostata sempre più in avanti l’età di ingresso nel mondo del lavoro.
Dal 2015 è prevista un’ulteriore modifica, ovvero l’ età pensionabile sarà basata sulle aspettative di vita. In realtà già in passato si era parlato di introdurre delle deroghe per i lavori considerati ” usuranti”, ma non si è mai arrivati a fare una lista degli stessi e quindi poi ipotizzare dei benefici per tali categorie. Si vociferava sarebbero stati inseriti i lavori nelle miniere, ma oltre non si è mai saputo, anche se, a dire il vero, visti i limiti di età previsti, una riforma in tal senso sarebbe davvero auspicabile. La manovra è stata ben accetta dall’ Unione Europea in quanto contribuisce a sanare i bilanci ed è considerata da Tremonti, attuale Ministro dell’ Economia, una riforma strutturale sul sistema pensionistico e sul sistema Italia nel complesso.

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