Quali sono le principali tradizioni di Natale in Giappone?

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Opinione scritta da: Redazione 16:25:21 28-11-2010

In Giappone i cristiani costituiscono l’1% della popolazione totale, tuttavia il Natale, anche se solo di recente e con degli adattamenti, è ormai entrato a pieno titolo nei festeggiamenti di questa nazione.
Nonostante il 25 dicembre non sia considerato un giorno di ferie per i lavoratori, già dal mese di ottobre le città giapponesi sono decorate con ogni sorta di luminaria in preparazione delle festività natalizie, la particolarità sono le classiche lanterne che illuminano gli angoli di ogni strada.
La vigilia di Natale è considerata una delle giornate più romantiche dell’anno, seconda solo a San Valentino, per cui le coppie sono solite trascorrere la serata in qualche ristorante o locale particolarmente d’atmosfera.
I festeggiamenti nelle famiglie non comprendono i pranzi e le cene luculliane dei paesi cattolici, ma si basano su un menù molto semplice, a base di pollo o tacchino, tradizione quest’ultima importata dagli Stati Uniti.
Non è insolito quindi vedere il giorno della vigilia o a Natale intere famiglie che consumano i loro pasti da Kentucky Fried Chicken, la catena di fast food specializzata nel cucinare carne di pollo.
I festeggiamenti proseguono poi con una nota dolce, la Chsristmas cake e un bicchier di vino. La tora chiamata Kurisumasu Keki, è un pan di spagna farcito con panna, fragole e decorato a tema. Il vino diciamo che è la spesa più consistente che debbono sostenere le famiglie nei giorni di festa, infatti in quanto prodotto di importazione e ritenuto particolarmente di pregio si può arrivare a spendere anche 30 euro per una semplice bottiglia di Barbera.
Durante il giorno di Natale si usa scambiarsi anche qualche piccolo regalo tra famigliari e tra amici, la regola è che i regali siano qualcosa di simpatico, carino, ma non di paricolarmente costoso.
Molto più diffusa è l’abitudine di spedire l’Oseibo, ovvero il regalo di fine anno, un modo per ringraziare per i favori ricevuti durante l’anno appena trascorso. Infatti i giapponesi ritengono il mese di dicembre il mese del Bounenkai che altro non è che la festa per dimenticare l’anno.
E i bambini come vivono questa festività? Come in ogni luogo del mondo sono i bambini i grande protagonisti della festa, l’usanza vuole che i più piccoli si scambino dei colorati biglietti di augurio contenenti delle preghiere.
I bambini si recano anche negli ospedali o negli ospizi per i poveri per cantare canzoni natalizie e le famiglie che possono permetterselo fanno un regalo ai bisognosi.
La versione giapponese di Babbo Natale si chiama Hotei-osho ed è un monaco buddista che porta di casa in casa i regali per i bambini, la tradizione rappresenta questa figura con degli occhi dietro la testa che gli permettono di vedere sempre ciò che fanno i bambini.
Mentre nei paesi cattolici alberi, presepi, luminarie e tutto il corollario natalizio vengono smantellati dopo l’Epifania che come si sa tutte le feste porte via, in Giapoone il 26 dicembre scompare ogni traccia del Natale per lasciar posto ai festeggiamenti del Capodanno, festa molto più sentita e più simile al nostro Natale.

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