Quali sono le opere di Ungaretti ?

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Opinione scritta da: Redazione 10:53:14 04-02-2011

La prima opera di Giuseppe Ungaretti di cui parliamo è Allegria di naufragi. Si tratta di una raccolta di poesie il cui primo nucleo fu pubblicato nel 1916 a Udine, nel corso della Prima Guerra Mondiale. La seconda edizione venne pubblicata solo nel 1919, e vedeva l’aggiunta di altre liriche, tra le quali quella da cui la raccolta prende il nome. È opportuno ricordare che dall’edizione del 1931 essa viene presentata semplicemente con il nome L’allegria. Al centro delle poesie si situa il tema della guerra, e in particolare della Prima Guerra Mondiale, che il poeta combatté in trincea in qualità di volontario e interventista. L’allegria si propone come una sorta di diario della guerra, e in effetti ciascun componimento presenta la data e il luogo in cui è stata scritta. Nelle liriche di Allegria la poesia prende le dimensioni di un viaggio, che simboleggia il desiderio di superare gli orrori della guerra. La parola naufragio sta a indicare la crisi che un’intera generazione avverte, proprio a causa del conflitto. In questo dolore, l’unico mezzo per sostenere la propria umanità e la propria dignità è la poesia, che serve a ritrovare se stessi una volta che la catastrofe si è allontanata. La seconda opera di cui parliamo è Sentimento del tempo, pubblicata per la prima volta nel 1933 e poi successivamente nel 1936 e nel 1942. Il tema centrale dell’opera è rappresentato dalla percezione tra l’eterno, il presente e passato. Molti hanno individuato nelle poesie di questa raccolta una sorta di sensibilità barocca, che il poeta stesso ha ammesso essere stata ispirata dai paesaggi romani. Non mancano, inoltre, alcune influenze di tipo neoclassico, in contrasto con l’espressionismo manifestato in Allegria. La poesia di Ungaretti, insomma, sembra ritornare all’interno delle modalità tipiche della tradizione, seguendo la restaurazione che caratterizzò l’Italia di quel periodo, a partire dagli anni Venti, in seguito allo sperimentalismo consistente delle avanguardie. Si tratta di un rinnovamento che si può ritrovare sia dal punto di vista formale che dal punto di vista contenutistico. Sono sette i capitoli che formano Sentimento del tempo: Prime, Fine di Crono, Sogni e accordi, Leggende, Inni, La morta mediata e L’amore. Dal punto di vista delle poetica, il discorso ungarettiano si arricchisce di preziosità, diventa più complesso e ritrova la punteggiatura, avvicinandosi per molti versi al Barocco Romano, il quale rappresentava, secondo il poeta, una metafora della condizione vitale, contrassegnata da creazione e distruzione, e basata comunque sul sentimento della precarietà. La prima edizione della raccolta vide la luce nel 1933, pubblicata da Vallecchi con la prefazione di Alfredo Gargiulo. Le altre pubblicazioni avvennero nel 1936 da parte di Novissima e nel 1943 da parte di Mondadori. Chiudiamo citando Il porto sepolto. Si tratta di un piccolo volume uscito nel 1916 in ottanta copie da Ettore Serra, amico del poeta che assunse su di sé le spese di pubblicazione. Il titolo fa riferimento a un porto realmente esistente, vicino ad Alessandria d’Egitto, ma allo stesso tempo assume forto significato simbolico. Il porto, infatti, rappresenta una sorta di nido misterioso, caratterizzato da assoluto mistero ma anche da pace e serenità

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