Quali sono le migliori esche per pescare?

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Opinione scritta da: Redazione 22:10:23 05-12-2010

L’esca rappresenta molto spesso la variabile determinante affinchè una battuta di pesca si riveli più o meno fruttuosa. I fattori che determinano la maggiore o minore efficacia di un’esca sono davvero molti e comunque non sempre sono verificabili. In linea di massima però è possibile fare delle semplici considerazioni tenendo conto che la migliore esca è generalmente quella che si avvicina più agli organismi di cui in natura si cibano i diversi tipi di pesce che di volta in volta si andrà a pescare. Di conseguenza appare un risultato logico come l’utilizzo di esche troppo dissimili dal naturale ambiente dei pesci, difficilmente determinerà un esito positivo alla vostra pesca.
Va anche detto, però, che non esiste una regola vera e propria, Infatti è anche possibile che un’esca inusuale dia degli ottimi risultati, per cui, durante una battuta di pesca, sarà sempre una buona abitudine, portarsi dietro diverse tipologie di esche e provarle tutte, molte volte possono andare a buon fine tentativi insospettabili, magari proprio grazie ad esche completamente opposte alla stagione o al luogo.
Un valido esempio è il gamberetto.
Questo tipo di esca, infatti, non garantisce sempre lo stesso risultato. Può capitare che, in due zone a distanza di meno di 10 km l’una dall’altra, si riveli favorevole in un caso e del tutto inutile nell’altro.
Il Cannolicchio (o Cannello) è un altro esempio di come la stessa esca subisca sensibili differenze di produttività in base alle condizioni in cui viene utilizzata. Questa in particolare da un maggiore risultato se viene usata in primavera. Per cui anche le stagioni sono un fattore di rilievo nella scelta dell’esca.
Per andare sul sicuro, quando non si conosce perfettamente la natura della zona e del tipo di pesci in cui andiamo a pescare, sarà sempre opportuno preferire esche piuttosto generiche e adattabili, dalla resa sicura, quali ad esempio il Coreano (Saltarello) o l’Americano, accompagnandole in cima da altre esche quali ad esempio il Bibi o il sopra citato Cannolicchio ( o Cannello). Questo vale, genericamente, se vogliamo fare un tipo di pesca a bolentino, ad esempio.
Se volessimo praticare pesca a traino, invece, dovremmo in linea di massima sempre tenere validi i principi detti prima, quindi preferire esche che si avvicinino maggiormente agli organismi di cui si nutrono in natura i pesci delle zone in cui andremo a pescare, ma le esche che andremo a prediligere saranno Cefali e Aguglie.
Alcuni pesci sono attratti da caratteristiche dell’esca quali la forma ed il colore, altri invece da fattori che ne stimolino l’aggressività e la natura predatoria, per cui dal movimento e dalle vibrazioni.
Da non dimenticare i tre fattori fondamentali da applicare in qualunque circostanza: la velocità di traina, la distanza dell’esca dall’imbarcazione e la sua profondità.

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