Quali sono i benefici della terapia di gruppo?

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Opinione scritta da: Redazione 16:19:42 22-12-2010

La terapia di gruppo, nata all’inizio del ventesimo secolo, si sviluppò inizialmente per far fronte ai problemi economici dei pazienti: affrontare una terapia da più persone contemporaneamente abbassava i costi dei singoli.
Solo successivamente la terapia di gruppo è stata presa in considerazione come forma di intervento da scegliere è privilegiare per alcune situazioni, grazie ovviamente ai risultati clinici positivi che vi si possono riscontrare.

Esistono diverse tipologia di terapia di gruppo, basate sul metodo del terapeuta: abbiamo quindi terapie di tipo cognitivo-comportamentale, gestaltico o a orientamento psicoanalitico.
Un gruppo poi, può essere di tipo direttivo, in cui è il terapeuta a dirigere il lavoro; aperto o chiuso a seconda della possibilità o meno di entrare nel gruppo stesso quando si vuole; omogeneo o disomogeneo se le persone che vi partecipano hanno tutte le stesse problematiche o affrontano disturbi di diverso genere.
In genere gli interventi di gruppo avvengono in due tipi di contesti: in quelli clinico-psichiatrici e riabilitativi tipo le comunità terapeutiche o i gruppi di sostegno per pazienti psichiatrici, o in contesti ambulatoriali per affrontare problematiche di media o lieve entità.

In ogni caso i benefici della terapia di gruppo si possono spiegare gia con delle motivazioni abbastanza elementari. Essi sono infatti intrinseci alla natura stessa delle relazioni umane.
Innanzitutto il paziente, che spesso si vergogna o subisce uno stato di alienazione in quanto ha paura di non essere capito, può vivere una condizione non solo di condivisione ma anche di consolazione dovute alla consapevolezza di non essere il solo ad avere un determinato tipo di disturbo psicologico.
In secondo luogo, ma non per questo meno importante, è da considerare il ruolo della comunicazione: il confronto con gli altri membri del gruppo e l’esternazione dei propri stati emotivi attraverso la verbalizzazione sono fattori determinanti e un mezzo imprescindibile per giungere alla guarigione.
Infine ma non da ultimo, all’interno del setting analitico è bene che venga posta particolare attenzione alle dinamiche relazionali che si sviluppano durante le sedute: tali dinamiche sono molto spesso intrise di significati importanti da analizzare assieme per una crescita funzionale.

Nella mia esperienza universitaria ho avuto modo di sperimentare il lavoro di gruppo e di capire come le dinamiche del gruppo spesso siano più della semplice somma dei partecipanti e possano evidenziare meglio le problematiche e le eventuali soluzioni.

Se i vantaggi di questo tipo di terapia si possono quindi quantificare in termini di spesa, di tempo e di risultati, ovviamente è da tenere in considerazione anche qualche svantaggio: questi sono riconducibili alla difficoltà di alcuni pazienti di aprirsi di fronte ad altre persone, all’impossibilità di trattare alcuni disturbi particolari, e alla necessaria preparazione specifica degli operatori.

Il consiglio sarebbe quello di iniziare una terapia individuale ed eventualmente, in un momento successivo in cui sono stati focalizzati i problemi e quindi diagnosticato il disturbo, affiancarla o sostituirla con una terapia di gruppo in cui si affrontino gli stessi casi.
In questo modo il costo della terapia sarebbe molto meno esoso e contemporaneamente si potrebbe affrontare il disagio da un punto di vista diverso e con numerose possibilità di superamento dello stesso.

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