Quali esami devo fare in gravidanza ?

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Opinione scritta da: Redazione 22:03:23 30-11-2010

La gravidanza è una condizione fisiologica per la donna. Fino a 40 anni fa se non fino a 30 anni fa gli esami che si eseguivano erano proprio pochi, nulla di paragonabile alla situazione odierna. L’introduzione per esempio del mezzo ecografico risale proprio circa a 30 anni fa. Le analisi del sangue servono per controllare la situazione della salute della donna nel suo complesso. In gravidanza spesso è frequente l’anemia. Quindi verificare più volte durante la gestazione la quantità di globuli rossi e di emolgobina è essenziale. E’ usuale in caso di necessità somministrarre ferro per via orale o in casi estremi per via endovenosa. Se una donna risulta all’inizio della gravidanza non essere mai venuta in contatto con l’agente eziologico del Toxoplasma, allora con scadenza pressochè mensile mensile si deve verificare, sempre attraverso esami del sangue, che il soggetto non contragga questa infezione. Se la donna diventa Toxoplasma positiva si deve procedere con urgenza a trattamento antibiotico con spiramicina. Infatti le forme connatali (che si verficano in gravidanza) del Toxoplasma sono le più pericolose: quelle che avvengono nel primo trimestre in genere portano all’aborto, quelle acquisite nel secondo e terzo trimestre se non curate possono portare a gravissime manifestazioni cliniche nel neonato (si ha una sintomatologia costituita da calcificazioni endocraniche, idrocefalo, corioretinite e convulsioni). Durante la gravidanza si ripetono anche frequentemente gli esami delle urine principalmente per verificare la funzionalità dei reni e per escludere eventuali infezioni alle vie urinarie. Con la gestazione, la variazione del pH vaginale può favorire per esempio infezioni alle vie urinarie. Poco prima del parto viene eseguito di prassi un tampone vaginale per escludere la presenza dello Streptococco che può essere ivi presente. Il neonato infatti si potrebbe infettare durante il parto nel momento in cui attraversa il canale del parto infetto. Nel caso in cui l’esame evidenziasse l’infezione si deve fare un trattamento antibiotico. Se l’infezione venisse trasmessa al bambino questo potrebbe manifestare una sindrome polmonare acuta oppure una sindrome più tardiva caratterizzata da una meningite purulenta. Verso il sesto mese di gestazione si esegue il test detto del glucosio per verificare che non si sia sviluppato un diabete gestazionale. Per escludere la gestosi, un’alterazione patologica della pressione sanguigna in gravidanza, si controllano le analisi del sangue e quelle delle urine perchè spesso si presenta un mal funzionamento renale. Una gestosi può provocare gravi danni alla mamma ed al bambino che riceve un minore apporto di sangue, inizia a crescere meno del normale fino ad arrivare a manifestare un’acuta sofferenza fetale. A tutto ciò si associano le ecografie, questo esame risulta fondamentale per verificare il normale sviluppo del feto e dei suoi organi. Al quinto mese circa si esegue una ecografia denominata proprio morfofunzionale per analizzare lo sviluppo degli organi interni del feto. Di utlima generazione sono le ecografie in 3D e la flussimetria che va ad analizzare proprio il funzionamento della circolazione sanguigna che nutre il feto.

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