Quale era il mito dei lotofagi?

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Opinione scritta da: Redazione 11:50:14 09-04-2013

Il mito dei lotofagi viene presentato per la prima volta da Omero nell’Odissea quando Ulisse li incontra nella seconda tappa di quel lungo viaggio di ritorno da Troia che lo terrà lontano da casa per dieci anni. Sarà la prima involontaria e pericolosa deviazione dalla rotta verso Itaca causata dall’astio del dio Poseidone nei confronti dell’eroe acheo.

Dopo una prima tappa ad Ismaro, nella terra dei Ciclopi, per fare bottino, l’eroe greco e la sua ciurma si dirigono speditamente verso casa, ma giunti nei pressi di capo Malea, la punta meridionale della penisola ellenica, le correnti marine e venti contrari provenienti da nord li spinsero ben oltre Citera. Per nove giorni furono in balia delle tempeste fino ad approdare il decimo giorno in una terra ospitale che permise loro di dissetarsi e rifocillarsi.
A questo punto Ulisse decide di mandare due uomini e un araldo in esplorazione per scoprire quali genti abitassero quelle terre. Ciò che trovarono furono i lotofagi o “mangiatori di loto” (in greco antico Λωτοφάγοι lotophágoi, da λωτός lotós “loto” e φαγεῖν phageîn “mangiare”), un popolo pacifico che non fece alcun male ai tre ma offrì loro i frutti del loto, un frutto in grado di far dimenticare tutto al punto che gli uomini di Ulisse non solo dimenticarono di tornare a riferire quanto scoperto ma avevano perso anche il loro desiderio di tornare in Patria, preferendo invece restare lì a mangiare lo strano frutto. Capita la gravità della situazione Ulisse decise di partire subito, prima che i suoi uomini perdessero ogni ricordo e ogni smania di rivedere i propri cari. Fu costretto a trascinare a forza quelli che avevano già mangiato del frutto e in lacrime si rifiutavano di lasciare quella terra e il dolce sapore del loto.

Il mito dei lotofagi è stato poi ripreso altre volte nella letteratura greca e latina che hanno utilizzato il loto e i lotofagi come metafora ideale dell’oblio. Allo stesso tempo sin dall’antichità si è cercato di individuare quale fosse la reale posizione geografica delle terre dei lotofagi e quale frutto abbia ispirato quello magico dell’odissea. Se per quest’ultimo quasi tutti sono concordi sul fatto che si tratti del giuggiolo di Barberia (Zizyphus lotus), un frutto da cui si ricava una bevanda alcolica ed inebriante, più controversa è la collocazione geografica della terra dei lotofagi.
D’altronde sotto questo punto di vista la narrazione omerica è povera di informazioni, non lasciando intuire con certezza neppure se si tratti di un isola o si trovi sulla terra ferma.

Fra le varie teorie svilluppate nel corso dei secoli che hanno visto anche Agrigento come terra papabile, la versione più diffusa è che quella terra si trovasse sulle coste dell’Africa settentrionale e più nello specifico presso Sirte maggiore o minore, oggi Golfo di Sirte (in Libia) e Golfo di Gabès in Tunisia. Proprio quest’ultima ipotesi è quella più avallata e sponsorizzata dai tour operator che hanno eletto l’isola tunisina di Djerba la terra dell’oblio dei lotofagi.

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Giudizio positivo Vantaggi: Il mito dei lotofagi nasce nell'Odissea. , I frutti del loto avrebbero avuto l'effetto di far perdere la memoria del passato a chi se ne cibasse.

Giudizio negativo Svantaggi: Secondo alcune ricostruzioni la terra dei Lotofagi sarebbe stata Agrigento. Altre ricostruzioni, al contrario, la posizionano in Africa, con molti operatori turistici che hanno eletto Djerba come patria dei frutti dell'oblio.

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Tag: lotofagi Odissea

Categoria: Miti e Leggende

 

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