Come proteggersi dal cancro al seno ?

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Opinione scritta da: Redazione 15:16:34 29-12-2010

Si sa che purtroppo le donne sono soggette spesso al cancro al seno, malattia che ci terrorizza e che cerchiamo di controllare e addirittura prevenire in tutti i modi possibili. Se ne sentono di tutti i colori per quanto riguarda la prevenzione: c’è chi dice che con cure omeopatiche si possano “curare” le cellule tumorali, c’è chi dice che mangiare molte carote allievi la situazione, c’è chi dice anche che l’olio di pesce o addirittura l’aspirina siano sufficienti per evitare questa malattia.
Mi dispiace deludervi ma non è così.
Purtroppo non esistono modi sicuri per prevenire il cancro al seno, non è una malattia virale come può esserlo una semplice influenza che in un modo o in un altro si può prevenire o curare facilmente, qui si tratta di cellule tumorali che si riproducono all’interno del nostro organismo modificando così il nostro patrimonio genetico, “opprimendo” le cellule sane. Il loro è un continuo rigenerarsi, un ciclo che non possiamo evitare o controllare. Purtroppo riguardando il patrimonio genetico, siamo con le spalle al muro.
Prima dei 35 anni è raro che possa essere riscontrato, infatti solitamente viene effettuata l’ ecografia tra i 30 e i 45 anni, successivamente il metodo diagnostico preventivo è la mammografia. Il riscontro, con la palpazione, di noduli o masse sospette o linfonodi sottoascellari è indicativa per la necessità di una visita di controllo dal ginecologo o dal senologo.
La prevenzione del tumore al seno si effettua a mezzo autopalpazione che è una tecnica che consente alla donna di individuare precocemente eventuali trasformazioni del proprio seno ( guida all’autopalpazione), l’ecografia che è un esame molto utile in donne giovani, in particolare in comparsa di noduli.
Per comprendere come si sviluppa il tumore al seno occorre conoscere come è costituita la ghiandola mammaria, che non è una ghiandola sola, ma un insieme di struttura ghiandolari chiamate “lobuli” unite fra loro a formare un lobo. In una ghiandola vi sono tra 15 a 20 lobi. Il tumore al seno è una malattia potenzialmente grave se non è individuata e curata per tempo, colpisce una donna su 10 ed è il tumore femminile con un tasso di mortalità più alto tra le malattie oncologiche della donna, pari al 17%.
Le tipologie di tumore non invasive sono due: il carcinoma duttale in situ ed il carcinoma lobulare in situ; le forme invasive sono due: il carcinoma duttale infiltrante e il carcinoma lobulare infiltrante.
Con il riscontro di neoplasia (a mezzo biopsia del pezzo malato) si può intervenire con intervento chirurgico o di mastectomia (asportazione in toto della mammella) o quadrantectomia e radioterapia, con possibilità poi di ricostruzione del seno. Spesso si associa il trattamento chemioterapico, in particolare nelle forme invasive. Purtroppo, col fallimento terapeutico, il tumore metastatizza a polmone, fegato e ossa, e in tal caso la prognosi è infausta. La chemioterapia è sempre connotata da importanti effetti collaterali in quanto “uccide” le cellule malate ma anche quelle sane, però a fronte del rischio di mortalità si tollerano gli effetti collaterali (nausea, vomito, perdita dei capelli, dolori diffusi, astenia ecc…).

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