Perchè il film ultimo tango a Parigi rovinò la vita di Maria Schneider?

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Opinione scritta da: Redazione 15:31:51 14-02-2011

Il 3 febbraio si è spenta in una clinica di Parigi, all’età di 58 anni Maria Schneider. L’attrice francese che nel 1972 aveva scandalizzato il mondo con il film “Ultimo tango a Parigi” del regista italiano Bernardo Bertolucci, era da tempo malata di cancro. In quel film interpretava Jeanne, una ragazza borghese che per caso incontra un americano di mezza età, interpretato da Marlon Brando e si lascia coinvolgere in una storia di passione che, per lungo tempo, gli ha valso il titolo di sex symbol. Quel film però le segnò la carriera. Infatti a quei tempi venne considerato un oltraggio al pudore per via delle scene di sesso troppo cruenti. La stessa attrice ha ammesso di avere subito una sorta di violenza, soprattutto nella famosa scena in cui si faceva spalmare il burro da Marlon Brando che è stata censurata a lungo, divenendo in breve una delle prime scene scandalo del cinema. Ma è pur vero che grazie a quella scena l’attrice venne relegata a mito. La Schneider ha anche ammesso a quei tempi di essersi sentita manipolata dal noto attore e dal regista e che, soprattutto quest’ultimo, aveva carpito la sua ingenuità, avendo allora solo 20 anni.
Famosa è la sua intervista del 14 settembre del 1975 con Robert Ebert sul Chicago Sun Times dove inoltre dichiara che per recitare quella parte aveva preso solo 5 mila dollari, una miseria se si pensa gli incassi e il successo che poi ha avuto il film. Senza volerlo era divenuta un sexy symbol e veniva ricercata dai registri soprattutto per interpretare i ruoli sexy. Subito dopo il successo ottenuto con il film di Bertolucci, l’attrice dichiarò la sua bisessualità ed anche per questo non è stata capita in quei tempi, e ciò in seguito ne causò anche dei tracolli psichici. Durante le riprese del film “Caligola” nel 1976 si rifiutò di girare alcune scene di nudo e venne sostituita da un’altra attrice e licenziata. A quel punto una crisi nervosa la costrinse ad abbandonare definitivamente le scene e a ricoverarsi in un ospedale psichiatrico. Di lei inoltre si diceva che fosse dipendente dalla droga e nel 1979 cercò anche di suicidarsi. Solo dopo un lungo periodo di riabilitazione tornò sulle scene.
Tra i suoi maggiori successi ricordiamo “Un corpo da possedere” del regista Roger Vadim, girato nello stesso anno del film che fece scandalo, “Professione:reporter” di Michelangelo Antonioni, girato nel 1975, dove la Schneider interpretava l’amante di Jack Nicholson, “Babysitter – Un maledetto pasticcio” del regista Renè Clement del 1975, e non ultimo, il film con Franco Zeffirelli dal titolo “Jane Eyre” del 1996.
L’ultima volta che l’abbiamo invece vista sul grande schermo risale al 2005 nella pellicola italiana diretta da Maurizio Scianna, dal titolo “Quale amore” dove Giorgio Pasotti e Vanessa Incontrada hanno avuto l’onore di recitare accanto a lei.

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