Perchè i denti sono sensibili al caldo e al freddo ?

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Opinione scritta da: Redazione 15:34:14 04-02-2011

La sensibilità dei denti al caldo e al freddo spesso è associata a stimoli di dolore pungente e acuto, non di rado violento, che fanno la propria comparsa nel momento in cui i denti entrano in contatto con cibi freddi, caldi, acidi o dolci. Questi fastidi, a volte davvero intollerabili, possono essere provocati anche dall’acqua, da uno spazzolamento effettuato troppo energicamente o dalla pressione prodotta dalla masticazione. Gli odontoiatri non parlano di denti sensibili, ma di ipersensibilità dentinale, che identifica una condizione solitamente determinata da patologie. In particolare, essa può costituire il sintomo di una carie all’inizio o già avanzata (dipende dalla soglia di sensibilità del soggetto), o di una incrinatura del dente, magari dopo ripetuti microtraumi o un macrotrauma unico; ma può anche essere la conseguenza di una lieve denudazione delle radici dei denti, determinata da interventi di chirurgia parodontale, o da una retrazione delle gengiva, causato da infiammazione gengivale o da uno spazzolamento tecnicamente scorretto ed eventualmente aggressivo; infine, può rappresentare semplicemente una variante fisiologica che compare in soggetti con soglia del dolore bassa, e di conseguenza ipersensibili. L’ipesensibilità dentinale è rappresentata da una sensazione di fastidio, che talvolta sfocia nel dolore, causata dall’esposizione dei denti a stimoli meccanici (in concreto, il contatto con lo spazzolino), osmotici e chimici (il salato e il dolce) e fisici (il freddo e il caldo). Tali stimoli dolorosi trovano origine nella cosiddetta recessione gengivale, oppure nell’usura dello smalto dovuta ad abrasione. Ecco alcune cause possibili di tale fenomeno: un’igiene orale errata, perché vengono utilizzati spazzolini con setole troppo dure, o perché gli spazzolini, anche se adeguati, vengono usati con troppa forza; dentifrici che contegno sostanze il cui effetto è abrasivo (in particolare i dentifrici sbiancanti); uso errato del filo interdentale; digrignamento notturno (il cosiddetto bruxismo, che consiste nello stringere i denti durante il sonno, e quindi senza che ce ne accorgiamo; acidi gastrici in soggetti bulimici, che quindi vomitano volontariamente, o che semplicemente presentano reflussi gastrici; scarsa igiene orale, responsabile della retrazione delle gengive e della loro infiammazione; e infine bevande e cibi acidi, come lo yogurt, gli agrumi, la frutta, le bevande gasate, il succo di frutta. Lo smalto è lo strato protettivo dei denti, che comunque può essere eroso dalla placca batterica e dagli acidi che essa produce, dall’uso non idoneo dello spazzolino e da alimenti molto acidi, come macedonia, pompelmi, tè freddi, pomodori, spremute, limoni, arance. Nel momento in cui lo smalto si assottiglia, e la stessa cosa accade alla dentina, che è un tessuto osseo ci colore giallognola che ha il compito di proteggere la polpa dai cambiamenti di temperatura e dagli stimoli meccanici, proprio tali stimoli raggiungono l’interno dello strato dentinale che ricopre la polpa dei denti. Per quanto riguarda la retrazione gengivale, invece, essa determina lo scoprimento del colletto dei denti, con conseguente esposizione della dentina dei colletti stessi, che è porosa e tenere e quindi molto sensibile.

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