Come iniziare un contratto d’affitto per franchising ?

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Opinione scritta da: Redazione 17:52:01 07-01-2011

A molti sarà capitato d’imbattersi in negozi che hanno nell’insegna il nome di un famoso marchio commerciale, di una nota casa di moda o di un famoso stilista, oppure di leggere degli avvisi pubblicitari dove si invitano potenziali affilianti ad aderire ad un’iniziativa commerciale.
Nella maggior parte dei casi si tratta di negozi che fanno parte di una catena commerciale e che sono gestiti attraverso un contratto d’impresa denominato franchising.
Attualmente esiste un buco legislativo per quanto riguarda il franchising e le norme del Codice Civile non esauriscono tutte le problematiche che si sono create in seguito alla diffusione di questo nuovo sistema di affiliazione commerciale.

Rispetto al passato dove esisteva una forma di partnership tra due imprenditori che si realizzava attraverso diverse modalità di collaborazione, il franchising si realizza tra un imprenditore che produce beni e servizi e un piccolo imprenditore di solito un commerciante.
In questo tipo di rapporto la collaborazione è asimmetrica perchè sempre le regole del gioco e i relativi oneri economici vengono stabiliti dall’imprenditore proprietario del marchio che si sgrava di tutti i costi imponendo di fatto un’attività di controllo non solo per quanto riguarda la qualità dei servizi ma anche e soprattutto gli obiettivi minimi di fatturato da raggiungere.

L’idea pur avendo in sè dei buoni propositi viene di fatto utilizzata oggi per creare una sorta di subordinazione del franchisee rispetto al franchisor che in ogni caso ha il potere decisionale di rompere il contratto qualora non si rientri nella maglie strette imposte dal contratto.

Ancor peggio vanno le cose nel caso del franchising industriale dove il franchisee non solo distribuisce i beni, ma in alcuni casi li deve produrre e distribuire avendo in cambio solo il nome di noto marchio che dovrebbe attirare la clientela.

ESPERIENZE PERSONALI: Mia moglie cercava un’opportunità di lavoro, non riuscendo a trovare un’occupazione come dipendente, ha deciso di rispondere ad un annuncio di una nota marca di abbigliamento intimo che cercava un franchisee.
Non c’è stata nessuna selezione, ne venivano imposti limiti d’età, l’unico requisito era costituito dall’accettazione del contratto e dalla collocazione del negozio entro un noto centro comerciale della mia città.
L’investimento iniziale complessivo è stato di 20.000 euro solo per aderire alla proposta di affiliazione commerciale, le royalities erano fissate contrattualmente nell’ordine dell’8% del fatturato a cui si aggiungeva un contributo forfettario di euro 2500 per le spese di pubblicità, per quanto riguarda le spese dell’affitto era prevista un compartecipazione alla spesa del canone annuo del 30% escluse le spese vive di luce ed acqua.
Proprio le difficoltà legate ai costi di gestione e di franchising, di fatto hanno vanificato ogni incremento di fatturato e di acquisizione di nuovi clienti, dopo tre anni di attività abbiamo deciso di rinunciare all’attività, gli unici che hanno guadagnato sono stati il franchisor e il proprietario del negozio.
L’esperienza negativa tuttavia non deve scoraggiare le persone che volessero iniziare un’attività di franchising, l’importante è fare una valutazione iniziale attenta a prescindere dal franchisor.

SVANTAGGI: Royalties alte, poco margine di guadagno, assenza di norme che regolano la materia.
VANTAGGI: Con il contratto giusto si possono fare affari.

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