Germogli di soia si possono coltivare in giardino?

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Opinione scritta da: Redazione 14:25:54 28-12-2010

È possibile coltivare i germogli di soia in giardino? La risposta è sì: anzi, non solo è possibile coltivarli in giardino, ma addirittura direttamente in casa? Come? Il procedimento ve lo illustriamo ora, ed è davvero semplice. Prima di cominciare con le spiegazioni, sottolineiamo che sono molti i tipi di semi che possono essere fatti germogliare in casa: dall’avena ai fagioli, ma anche girasole, legumi come lenticchie e ceci, e il miglio. Per quanto riguarda i germogli di soia, se ci piacciono come condimento per quegli spaghetti che qualche anno fa abbiamo imparato ad apprezzare nei ristoranti cinesi, o semplicemente nell’insalata, ecco come procedere. Non si tratta di un miracolo della natura, se pensiamo ai compiti che ci assegnavano a scuola nell’ora di scienze con i legumi nell’ovatta. Per preparare i germogli in giardino o in casa, dunque, è sufficiente pulire i semi in maniera accurata e quindi disporli, dopo averli sciacquati a sufficienza, in un piatto fondo riempito con acqua. Lasciamoli immersi e copriamo il tutto con un tovagliolo umido. Dopo circa dodici ore (ma anche meno, in base alle dimensioni dei semi), possiamo toglierli. Risciacquiamo, dunque, i semi, e rimettiamoli sul fondo del piatto, ancora umidi senz’acqua. Ricopriamoli a loro volta con il tovagliolo umido e con un piatto rovesciato. Lasciamo loro il tempo di germogliare. Il risciacquo dovrà avvenire due volte al giorno per i primi tre giorni, e dovrà essere seguito dalla solita copertura. Il procedimento in totale durerà quattro giorni, fino a quando i germogli non saranno lunghi tre o quattro centimetri. A questo punto i germogli possono essere considerati pronto, e possiamo utilizzarli in qualsiasi ricetta, o anche condirli semplicemente con un filo di olio e mangiarli così. Risulta evidente che coltivare i germogli di soia in giardino, o addirittura in casa, rappresenta un risparmio economico da non sottovalutare, considerando che un chilo di germogli al supermercato costa tra i venti e i trenta euro. Per quanto riguarda i semi, sarebbe preferibile, ovviamente, selezionare quelli provenienti da tecniche agricole biologiche, in quanto sono privi di additivi chimici: anche se dovessero costare un po’ di più rispetto agli altri, si tratterebbe di un investimento che varrebbe la pena di affrontare, in vista dei risultati futuri.
E’ importante sottolineare che in Occidente, e in particolare in Italia, i germogli di soia hanno conosciuto la notorietà grazie alla globalizzazione e all’ondata cinese che ha caratterizzato l’Europa negli ultimi anni, con tanto di ristoranti cinesi disseminati in ogni via. In realtà, essi in Oriente sono usati da migliaia di anni, specialmente per fini curativi e terapeutici. Già migliaia di anni fa il germoglio di soia veniva utilizzato per curare dolori alle ginocchia, alleviare disturbi digestivi procurare sollievo in caso di crampi, macchie sulla pelle e problemi respiratori. Il germoglio, in effetti, presenta una notevole quantità di elementi nutrienti quali aminoacidi essenziali, enzimi, vitamine e numerosi oligoelementi. Da non sottovalutare, poi, il fatto che esso è molto facile da digerire, e svolge anche un funzione di purificazione dell’organismo.

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