Un elevato livello di acido urico è pericoloso?

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Opinione scritta da: Redazione 14:58:42 28-11-2010

Poche persone sono a conoscenza di cosa sia l’acido urico e di quali sono i pericoli per un’elevata concentrazione di questa sostanza all’interno dei tessuti del nostro organismo. Tuttavia, molti di noi soffrono di malattie osteoarticolari, ovvero patologie che affliggono le ossa e le articolazioni. Ebbene, conoscere cos’è, come si forma, cosa porta e come liberarsi dell’acido urico può essere la chiave di volta per la risoluzione di queste sofferenze e anche di molte altre: sì, c’è una correlazione tra l’acido urico e queste patologie, anche se il primo è sconosciuto e le seconde sono comunemente conosciute.

L’acido urico si presenta come una sostanza inodore ed insapore, bianca e solida, che raramente si riesce a sciogliere nell’acqua: questo speiga perché non riusciamo a diluirla nei liquidi corporei e invece si accumula nei tessuti. Si forma per processi biologici importanti: non è infatti da credere che questo acido si formi per un malfunzionamento nel nostro organismo, anzi, si forma per processi che portano il fegato ad eliminare cellulare organiche vecchie o derivate dall’aliementazione. La presenza di quest’acido è quindi regolare, sempre se si tengono presenti le quantità nelle quali è presente e sopratutto le capacità del nostro organismo di disfarsene.

Il nostro corpo infatti, se sano e soggetto ad un’alimentazione equilibrata e corretta riesce ad eliminare l’acido urico automaticamente riversandolo nella bile ( circa 200 mg, sversati nelle ventiquattro ore complessive), nell’urina ( la maggior parte: circa 340 o 500 mg al giorno ) e in minima parte anche attraverso la sudorazione. Questo permette al corpo di tenere la concentrazione di acido urico tra i 2,1-8,5 mg/dl di sangue per gli uomini, mentre tra i 2,0-6,6 mg/dl di sangue per le donne. Questi valori definibili normali sono quelli che non devono destare preoccupazioni, perché nella norma.

Se l’acido urico però non viene smaltito correttamente e si trova a superare le soglie nel sangue possono comparire disturbi di vario genere, fino alla comaprsa di una patologia, l’iperucemia, quando si raggiungono i 70 mg di acido urico per decilitro di sangue. Siccome le sostanze contenute nell’acido urico, ovvero gli urati, sono poco solubili, l’unico modo che l’organismo ha di potersene disfare è quello di depositarli nei tessuti sottoforma di piccoli aghi minuscoli detti UMS, ovvero cristalli di urato monosodico.

Dal deposito di questi cristalli di urato monosodico nei tessuti, possono dipendere varie patologie. Citiamo le più frequentemente riscontrate: sclerosi, durimento e formazione dei calcoli renali, biliari e epatici. Inoltre, possono anche depositarsi nelle cartilagini e nei muscoli, dando origine ad altre patologie quali artriti, artrosi, nevriti, reumatismi, gotta, sciatica.

L’urina sebbene sia il mezzo di espulsione principale dell’acido urico, non dovrebbe mai contenerne una soglia superiore a quella indicata. Il motivo è semplice, una soglia elevata comprota la comparsa di una malattia, la uricorusia che a lungo andare, attraverso la cristallizzazione dell’acido, porterebbe alla comparsa di calcoli che impediscono il normale percorso della pipì nell’uretra che risulterebbe ostruita da questi cristalli.

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