Come diventare poliziotto?

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Opinione scritta da: Redazione 12:21:24 28-12-2010

Per diventare poliziotto è necessario prendere parte a uno dei concorsi pubblici per esami che periodicamente vengono pubblicati dalla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana nella sezione Quarta serie speciale Concorsi ed esami. Al concorso possono prendere parte persone di entrambi sessi, che devono essere in possesso di una serie di requisti. Essi consistono in: cittadinanza italiana; età non inferiore ai diciotto anni e non superiore ai trent’anni, sulla base dell’articolo 1 del decreto ministeriale del 6 aprile 1999; come titolo di studio almeno la licenza media; ideoneità psichica, fisica, culturale e attitudinale al servizio di polizia, in conformità a quanto previsto nei articoli 5 e 13 del decreto ministeriale del 28 aprile 2005 e nell’articolo 3 del decreto ministeriale del 30 giugno 2003; essere in possesso delle qualità di condotta e morali decretate dell’articolo 35 del decreto legislativo numero 165 del 30 marzo 2001 al comma 6; non avere nel proprio passato condanne per delitti non colposi, e, in generale, non aver subito misure di prevenzione; non essere stati destituiti da pubblici uffici, né espulsi dalle Forze Armate o da altri Corpi militarsi né dispensati dall’impiego per rendimento insufficiente, sulla base dell’articolo 127 del D.P.R del 10 gennaio 1957; per chi è nato prima del 1985, essere in regola per quanto riguarda gli obblighi di leva. La prova d’esame consiste in domande volte ad accertare la conoscenza della applicazioni informatiche più utilizzate e in generale dei computer; domande volte ad accertare la conoscenza della lingua straniera che il candidato ha indicato nel bando; domande, a risposta multipla o sintetica, su temi di cultura generale, oltre che sulle materie facenti parte del programma di scuola media. In generale, la prova viene superata con un voto di almeno sei decimi. In seguito, una volta superata la prova d’esame chi vuole diventare poliziotto deve sottoporsi a degli accertamenti di carattere attitudinale, psichico e fisico, sulla base degli articoli 3 e 4 del decreto ministeriale del 30 giugno 2003, che viene supervisionato da apposite Commissioni ed effettuato secondo l’ordine della graduatoria determinata dal punteggio, e, in caso di voto equivalente, dell’età. Chi vince il concorso, poi, viene direttamente nominato allievo agente della Polizia di Stato, e deve frequentare un corso di formazione di sei mesi, da svolgersi in una delle scuole di polizia italiane. Se il corso viene a sua volta superato, prende il via un periodo di sei mesi durante il quale il candidato è considerato un agente in prova. Infine, il soggetto viene nominato agente effettivo, e viene assegnato a un ufficio o un reparto, che non si trovano nella sua regione di residenza. La destinazione lavorativa finale è decisa anche sulla base delle attitudini dimostrare. Inoltre, un agente può seguire ulteriori corsi di specializzazione. In base al titolo di studio, si può entrare a far parte anche degli uffici amministrativi, occupandosi di piantonamenti, archivi o centralini. Dimenticavamo il requisito più importante: il senso dello Stato.

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