Diazossido può essere utile per il trattamento della malattia di Alzheimer?

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Opinione scritta da: Redazione 8:26:07 14-12-2010

La malattia di Alzheimer, anche consociuta con il nome di Morbo di Alzheimer, è una malattia degenerativa dell’appareto nervoso che porta a un progressivo deperimento del cervello e delle funzioni cognitive, colpendo in maniera spesso tremenda i settori che si occupano della memoria: i malati di Alzheimer, perdono la memoria gradatamente, prima quella a breve termine e poi anche quella a più lungo termine. Può capitare per esempio che un malato di Alzheimer, dimentichi avvenimenti recenti e poi dimentichi anche addirittura i nomi degli oggetti, se non nei fasi più avanzati della malattia, anche i propri parenti ( anche i figli). Insomma una malattia davvero tremenda che diventa ancora più paurosa in quanto ancora non esiste né una cura davvero sicura né le cause sono propriamente chiare. Insomma, questa malattia che rende gli ultimi anni di vita delle persone così tremenda ( sia per i malati, che per le loro famiglie ), spaventa perché parrebbe quasi senza speranza.

Eppure, qualche novità c’è: la ricerca va avanti e scopre nuove vie, nuove cure, oltre ai farmaci già esistenti che se presi nelle dosi giuste e nelle fasi iniziali della malattia possono dare ottimi riscontri sul paziente malato del morbo di Alzheimer.
L’ultimo arrivato in questo campo è il Diazossido. E’ una sostanza contenuta in farmaci che erano stati commercializzati negli anni novanta e negli anni ottanta, per altri motivi. Tuttavia, studi hanno dimostrato che questa sostanza ha però effetti benefici su coloro che sono afflitti da morbo di Alzheimer, in maniear soprendente.
La scoperta, casuale, ha poi avuto riscontri per quanto riguarda la serie di test di laboratori che sono stati fatti su topi da laboratorio, ingegnerizzati per avere il morbo di Alzheimer. Dopo otto mesi, si sono visti dei miglioramenti o comunque una situazione stazionaria per i topo che avevano assunto il diazossido, mentre per i topi affetti dal morbo, ma privi di soministrazione della sostanza, la malattia aveva progredito.

Su cosa ha effetto precisamente il diazossido?
Il diazossido ha effetto su quello che è il processo di degenrazione e distruzione delle cellule cerebrali, i neuroni, proteggendoli e rinforzandoli. La distruzione di queste cellule è infatti uno dei problemi maggiori per coloro che sono afflitti dal morbo. Inoltre il diazossido migliora l’apporto di sangue nel cervello e tiene sotto controllo la concentrazione ematica di due proteine, che in livelli alti, sono segno evidente del morbo: le beta-amiloidi e la tau. Parrebbe che la sostanza blocchi i processi tossici che avvengono, facendo in modo che quindi il processo generativo venga rallentato comunque. Altri studi dimostrano anche una migliore distribuzione del potassio cellulare, grazie al farmaco, e quindi un migliore coordinamento degli stimoli elettrici che quando vengono ostacolati, sono causa dei problemi alla memoria. L’eccesso di calcio in determinate zone del cervello, anche questo associato al morbo viene tenuto sotto controllo e anzi, in certi casi, addirittura ridotto a livelli ottimali.

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