Come creare un buon racconto horror?

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Opinione scritta da: Redazione 10:42:32 26-12-2010

Creare un racconto horror non è in sè e per sè particolarmente difficile. Cosa che risulta sicuramente più ardua è riuscire a crearne uno che contenga tutti i tratti tipici della narrazione avvincente. Non basterà descrivere qualche scena paurosa se la trama e l’ambientazione saranno scadenti, viceversa, se si riesce a creare uno sottofondo convincente, la presenza di momenti di suspence può anche essere ridotta al minimo senza intaccare la qualità del racconto.
Una regola non universale ma che mi sento di poter appoggiare è il segreto (per modo di dire) di molti maestri dei racconti dell’orrore: iniziare pensando ad un finale sorprendente per la vostra storia. Elaborare un finale ad effetto e poi risalire la corrente mettendo su il resto della storia è un’idea che, per quanto possa apparire bizzarra, costituisce la chiave del successo di molti narratori che hanno fatto la storia di questo genere, primo tra tutti l’americano Edgar Allan Poe.
Un’altra regola, questa volta assolutamente condivisa da tutti gli amanti della scrittura horror, è quella di collegare sempre ogni evento del racconto con un nesso causa-effetto solido e credibile: non c’è niente di più demoralizzante che leggere un racconto dell’orrore in cui le scene rimangono slegate l’una all’altra e la trama diventa sempre meno credibile: se si rompe la magia della narrazione rendendo gli eventi incredibili e sconclusionati verrà meno la suspance, e il vostro lavoro andrà sostanzialmente sprecato.
Un altro consiglio, non valido in altri campi ma assolutamente giustificato nel mondo dell’horror, è quello di saper rielaborare in maniera personale anche racconti già esistenti, miti e leggende della vostra terra, o, perché no, fatti veri che vi hanno suscitato angoscia. L’horror non è uno di quei campi narrativi in cui vince per forza il più originale, la presenza di fantasmi, zombies, vampiri o assassini, per quanto inflazionata, garantisce comunque una buona resa se l’elaborazione personale è di valore. Inutile negarlo, un horror mette paura se indaga nei nostri timori ancestrali, quelli che più o meno abbiamo tutti sopiti da qualche parte, mentre ci potrà far sobbalzare ben poco dalla sedia se ci parla di argomenti per i quali non proviamo alcun timore.
Imparare a scrivere un buon racconto dell’orrore, con l’esercizio, non costa niente (in compenso può rendere bene!) … ovviamente nessuno vi impedisce di perfezionarvi in qualche scuola a pagamento, cosa che può costarvi centinaia o anche migliaia di euro, a seconda della durata dei corsi e del tipo di insegnamento.
Personalmente ritengo che scrivere racconti horror non presenti alcuno svantaggio (a patto ovviamente che vi piaccia cimentarvi in questo genere di esercizi!) e che, per contro, porta tutta una serie di vantaggi, tra i quali i più importanti sono un benefico relax (scrivere di queste cose può essere molto piacevole), un ottimo esercizio mentale (userete la fantasia), l’ammirazione che susciterete in chi leggerà le vostre opere (a patto ovviamente che siano valide) e, se riuscirete a farvene pubblicare qualcuna, anche guadagni se inizialmente questi saranno esigui.

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