Cosa posso fare se qualcuno ruba i miei contenuti online?

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Opinione scritta da: Redazione 12:29:22 19-12-2010

Dall’avvento dell’era informatica, il diritto d’autore (il famigerato copyright) è cambiato. Prima di pubblicare una vostra opera su internet, soffermatevi a riflettere: presto tutti avranno la possibilità di apprezzare il vostro lavoro, ma anche quella di soffiarvelo, magari rimaneggiarlo un po’, e utilizzarlo per fini propri.
È davvero così semplice: non si tratta di ricopiare a penna interi manoscritti, ma di un furto perpetrato in due mosse: CTRL+C e CTRL+V.

La più comune fattispecie di reato è il plagio: plagiatore è chi pubblica il materiale altrui omettendo di specificarne la provenienza, ovvero la fonte, con l’intenzione di farlo passare per proprio. Se invece è chiaramente segnalata la paternità dell’opera, ed essa è proposta solo parzialmente o riassunta, ci troviamo davanti all’esercizio legittimo del diritto di citazione (come, ad esempio, nella recensione di un libro); questo comportamento non cagiona danno morale né economico, e non è pertanto perseguibile.
Lecito è anche l’utilizzo personale che un utente fa del materiale trovato online, ad esempio salvandolo su hard disk, finché egli non lo utilizzi a scopo di lucro.

Sebbene il diritto d’autore nasca automaticamente in capo all’autore dell’opera intellettuale, è di vitale importanza procurarsi prove della sua effettiva titolarità. Il mezzo più sicuro e veloce, in Italia, è l’associazione alla SIAE – che garantisce anche l’assistenza legale in caso di infrazione.
Tuttavia la SIAE non è gratuita. Il modo più semplice è spedire al proprio indirizzo una copia dei contenuti tramite RACCOMANDATA CON RICEVUTA DI RITORNO. La busta non andrà mai aperta: il timbro postale fa fede di autenticità della data del contenuto.
Anche mandarselo via e-mail è una buona soluzione: il contenuto, se resta negli archivi del server di posta elettronica, è autenticato dall’immodificabilità della data di ricezione.

Nel caso veniate a conoscenza di abusi, è importante agiate prima possibile: l’eventuale inerzia da parte vostra potrebbe indurre l’usurpatore a perseverare negli illeciti.
Il primo passo è una lettera di diffida. Cercate sul sito un contatto e-mail, un indirizzo o un numero telefonico. Appena ne avete modo, inviate al gestore del sito una mail di avvertimento: riportate il giorno e l’ora in cui vi siete imbattuti nel materiale sottratto ed il link della pagina incriminata; intimategli di rimuovere immediatamente i contenuti copiati o (nel caso vi stesse citando) di integrarli aggiungendone la fonte. Concludete imponendogli un termine entro il quale correggere la sua posizione prima di agire per vie legali.

L’e-mail potrebbe tornarvi indietro perché l’indirizzo fornito dal gestore è incorretto o inesistente. È allora necessario contattare l’ISP (Internet Service Provider) e fornirgli gli stessi dati inviati al trasgressore. Di norma l’ISP non perderà tempo e cancellerà tutti i contenuti che potrebbero recargli danno.

Il tribunale è l’ultima spiaggia: i processi costano.
La denuncia va fatta alla Polizia Postale (ecco un link utile: https://www.denunceviaweb.poliziadistato.it/polposta/), che analizzerà il caso confrontando il vostro sito con quello del webmaster e chiedendovi prove certe della vostra titolarità rispetto ai contenuti.
A quel punto non resta che cercare un avvocato competente: buona fortuna.

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