Cosa ne pensi delle caldaie a condensazione?

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Opinione scritta da: Redazione 8:16:16 10-02-2011

Negli ultimi anni, accanto al tema dominante del riciclo, si assiste sempre più di frequente alla creazione di impianti ecosostenibili, che comportino un abbattimento del consumo di energie a disposizione del pianeta, soprattutto quelle che tendono sempre più a scarseggiare.
Il costo eccessivo del combustibile porta dunque l’industria a creare strumenti efficienti e poco inquinanti cui far riferimento anche per quanto riguarda il riscaldamento delle case.
Nascono così delle caldaie particolari, definite a condensazione. In questo tipo di caldaia è posizionato uno scambiatore che ha il compito di catturare il calore emanato dai fumi di scarico, che altrimenti andrebbe perso, gettato nell’aria, e riesce a condensarli rendendoli gassosi per riuscire a catturare il calore latente concentrato all’interno del vapore acqueo.
Sembrerebbe che tale caldaia riduca le dispersioni, recuperando quel calore che in caso contrario andrebbe disperso insieme ai fumi espulsi e migliori l’efficienza del rendimento utilizzando caloriferi di minori dimensioni o adottando l’impianto di riscaldamento a pavimento che funziona a temperature anche molto basse. Il tutto ottimizzerebbe la gestione della climatizzazione, soprattutto perché il risparmio energetico avverrebbe salvaguardando il consumo di gas metano e GPL, che sono i più utilizzati per il riscaldamento.
Queste caldaie sono oggi quelle dalla tecnologia più avanzata, e rappresentano un vero e proprio investimento. Il costo del modello varia da un minimo di € 1.200 a € 2.000 rispetto al prezzo medio di una caldaia classica a metano che si aggira intorno a € 500. A fronte di una spesa iniziale variabile ma comunque più consistente rispetto a quelle tradizionali, hanno un rendimento molto più alto, che porterebbe a recuperare l’investimento iniziale, per quanto riguarda una famiglia media di 4 persone, nel giro di sette anni. A vantaggio della caldaia a condensazione va però calcolata una detrazione fiscale iniziale del 55% rispetto all’abbattimento solito riservato ad una caldaia tradizionale che è di circa il 20%, e che porterebbe al recupero del costo iniziale nel giro di tre anni.
Valutare la convenienza di questo prodotto è un compito arduo e non generalizzabile, soprattutto considerando che difficilmente una spesa simile va affrontata da una famiglia media, che abbia già la struttura per l’impianto tradizionale, che andrebbe modificato. Il suo impianto sarebbe sicuramente consigliabile nelle unità abitative indipendenti come villette singole o bifamiliari, in cui non ci siano difficoltà per posizionare all’esterno il raccordo per l’intubamento dello scarico dei fumi. Oppure, nei condomini siti in palazzine di nuova costruzione in cui sia possibile sfruttare il riscaldamento a pavimento. Troppo complicato sarebbe invece riadattare un impianto di tipo classico con uno per caldaia a condensazione in un appartamento, in cui la struttura da modificare comprende: i termosifoni, la canna fumaria e l’impianto per il generatore a condensazione. La spesa da aggiungere a quella iniziale salirebbe di parecchio e consentirebbe un ammortamento nel giro di una decina d’anni: va bene salvaguardare il pianeta, ma forse la spesa sarebbe davvero eccessiva per una famiglia che magari ha un solo stipendio e vive in un appartamento di dimensioni modeste…

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