Cosa fare quando non si possono pagare le tasse?

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Opinione scritta da: Redazione 12:22:07 07-01-2011

Il pagamento delle tasse rappresenta un obbligo per il contribuente che, se non viene rispettato, può portare a delle pesanti sanzioni pecuniarie e, nei casi più gravi, anche penali.
I termini per il versamento delle tasse più comunI sono fissati dalla legge ed ogni anno variano leggermente. Scaduto il termine c’è sempre un periodo di tempo limitato, solitamente un mese, nel quale è possibile regolarizzare la propria posizione con una maggiorazione minima.
Se la difficoltà finanziaria del contribuente è perciò temporanea e risolvibile in un lasso di tempo molto breve è consigliabile regolarizzare in tal modo la situazione, andandosi ad informare dal consulente di fiducia o presso gli Uffici dell’Agenzia delle Entrate, anche dei relativi codici tributo da utilizzare.
La difficoltà finanziaria nella quale si trova un contribuente spesso non è risolvibile in un tempo breve come un mese e risulta necessario cercare un’altra soluzione. Una prima possibile soluzione è quella di chiedere alla Banca un prestito od un finanziamento. Se la difficoltà finanziaria è temporanea ed il contribuente presenta delle garanzie, la concessione di un mutuo o di un finanziamento risolvono la questione.
Qualora il contribuente non intende chiedere una delle forme di prestito presenti nel mercato del credito e non abbia il denaro necessario per adempiere alla pretesa tributaria la problematica si complica.
L’omesso versamento delle imposte comporta infatti una sanzione del 30% dell’imposta dovuta. L’Agenzia delle Entrate, dopo la procedura di liquidazione delle dichiarazioni relative a quell’anno, invierà una comunicazione di irregolarità al contribuente con la quale lo stesso avrà un periodo di tempo molto stetto per effettuare il pagamento.
I tempi con i quali la comunicazione di irregolarità arriva al contribuente non sono certi, ma sicuramente, tranne il caso di una svista molto improbabile, la richiesta di pagamento da parte dell’Agenzia delle Entrate verrà recapitato. In tal caso, la sanzione è del 30%, il tutto è però, entro certe condizioni, pagabile anche ratealmente.
Se l’importo da pagare non è alto il mio consiglio è quello di ricorrere al credito, sempre rivolgendosi a mezzi legali e a strutture abilitate a questo servizio.
Nel caso il contribuente sappia che la situazione si può risolvere in qualche anno può essere conveniente aspettare l’arrivo della comunicazione di irregolarità, anche se con una sanzione del 30%. Essendo lavoratore dipendente gran parte delle tasse sono già trattenute in busta paga e le altre le ho sempre pagate nei termini. Lavorando però proprio nel campo fiscale il consiglio che sicuramente posso dare ad un contribuente in difficoltà è quello di affidarsi ad un commercialista competente e di valutare con il professionista attentamente la situazione di liquidità, facendo un schema sui tempi e sulle entità delle entrate e delle uscite future.
L’ultimo tassello nel processo di riscossione delle tasse lo compie l’apposito ente che invia al contribuente una cartella di pagamento, qualora questi non abbia regolarizzato la propria posizione nemmeno con la comunicazione di irregolarità. In caso di cartella consiglio, qualora non si riesca a pagarla interamente, di richiedere una rateazione, in quanto il mancato pagamento può causare il fermo amministrativo e la vendita all’asta di eventuali immobili.

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