Cosè e come si cura l’ernia iatale?

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Opinione scritta da: Redazione 17:42:00 30-12-2010

L’ernia iatale, o ernia dello iato esofageo, più che una vera e propria malattia dello stomaco è un’alterazione a livello anatomico, caratterizzata dal fatto che una parte più o meno grande dello stomaco passa al di sopra del diaframma attraverso un’apertura chiamata “iato esofageo”, trasferendosi dall’addome nel torace.

L’ernia iatale è una patologia abbastanza diffusa e colpisce a qualsiasi età. Questo disturbo non provoca alcuna sintomatologia specifica, per cui è difficile da individuare e infatti viene spesso diagnosticata semplicemente quando la persona fa dei controlli per altre problematiche dello stomaco, che potrebbero essere causate dall’ernia stessa. Infatti l’ernia iatale comporta, nella maggior parte dei casi, l’insorgenza di un’altra patologia chiamata reflusso gastroesofageo, che invece provoca un ritorno di succhi gastrici acidi dallo stomaco verso l’esofago che causano bruciori, dolore, rigurgito e, in alcuni casi, addirittura la comparsa di asma.

L’ernia iatale è facilmente diagnosticabile attraverso una semplice radiografia o con un esame endoscopico, quale la gastroscopia, che per quanto un po’ più invasiva dà informazioni più precise in merito alla collocazione e alle dimensioni dell’ernia.
Come detto, nella maggior parte dei casi l’ernia iatale non ha sintomi specifici e pertanto non ci sono delle cure particolari da seguire, bensì occorre avere alcuni accorgimenti nell’alimentazione e nello stile di vita quotidiano.
Per quanto riguarda l’alimentazione, innanzitutto bisogna fare più pasti nell’arco della giornata, evitando quindi pasti molto abbondanti, ed evitare l’assunzione di alcuni cibi quali cioccolato, cibi crudi, frutta acidula, caffè, alcolici, alimenti piccanti e in genere cibi ricchi di grasso. Inoltre, è consigliato lasciar trascorrere due o tre ore dopo i pasti prima di coricarsi, perché la posizione orizzontale aumenta la possibilità del reflusso dei succhi gastrici; per lo stesso motivo subito dopo i pasti è sconsigliato anche fare sforzi o esercizi fisici.
Per quanto riguarda lo stile di vita, è consigliato smettere di fumare, dimagrire nel caso di sovrappeso, evitare di indossare abiti aderenti che comprimono sullo stomaco favorendo il reflusso e dormire sempre con un cuscino sufficientemente alto. Solo nei casi più gravi, inoltre, è necessario il ricorso alla terapia farmacologia costituita in genere da farmaci antiacidi.
Quando ogni altra terapia risulta inefficace e le complicanze della malattia appaiono pericolose, è previsto il ricorso all’intervento chirurgico, effettuato in laparoscopia, che ha lo scopo di riportare nella posizione naturale la parte di stomaco fuoriuscita, evitando così anche la formazione di nuove ernie.

Secondo la mia personale esperienza, conoscendo da vicino un familiare affetto da tale patologia, posso affermare che seguire una dieta equilibrata ed avere uno stile di vita sano, senza abuso di alcolici e fumo, aiuta a mantenere stabile la situazione ed evitare complicanze che, come detto, potrebbero portare a conseguenze gravi.

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