Cos’è la sindrome del tunnel carpale?

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Opinione scritta da: Redazione 15:52:17 07-01-2011

Ci svegliamo la notte con le dita della mano intorpidite, con quella sensazione di gonfiore localizzata e facciamo sempre più fatica a ritornare alla normalità. Cosa sta accadendo? Si tratta di qualcosa di passeggero o è il campanello d’allarme di qualcosa di più significativo?
Una volta recati dal nostro medico di fiducia, ci viene fornita una spiegazione che porta il nome di Sindrome del Tunnel Carpale. Bene, ma di cosa stiamo parlando?

La sindrome ha origine con la compressione del nervo mediano durante il suo passaggio all’interno del tunnel carpale. Considerando che il nervo mediano è il nervo motorio e sensitivo di quasi tutta la regione anteriore dell’avambraccio e della mano è facile capire il perché dei nostri fastidi.

Soggetti maggiormente colpiti sono le donne, con un rapporto di tre donne su un uomo. Esiste una spiegazione fisica per questa circostanza, il tunnel carpale nel sesso femminile ha dimensioni inferiori rispetto agli uomini e questo rende più facile un cedimento delle pareti e una compressione sul nervo mediano.

La fascia d’età in cui si registra una maggiore frequenza della patologia è quella dai 50 anni in su e per le donne molto spesso coincide con l’ingresso nel periodo della menopausa.

Altro fattore determinante è l’attività lavorativa svolta. Un metalmeccanico avrà maggiori probabilità di soffrirne rispetto ad un impiegato, lo stesso discorso vale per le casalinghe in cui l’utilizzo delle mani nello svolgimento delle quotidiane mansioni non viene certo risparmiato.

In linea di massima la S.T.C colpisce entrambe le mani con una maggiore incidenza sulla mano dominante.

I sintomi sono praticamente inequivocabili:

Senso di intorpidimento e gonfiore alla mano, prevalenti nelle prime tre dita e in parte al quarto.

Comparsa dei sintomi nelle ore notturne e/o nelle prime ore del mattino.

I primi tempi i sintomi si manifestano in maniera sporadica e difficilmente vengono presi in considerazione seriamente dal soggetto colpito. Con il passare degli anni assistiamo ad una insorgenza sistematica della sintomatologia con un aggravarsi del quadro clinico comportante la presenza di dolore che si irradia fino all’avambraccio. Purtroppo la patologia può degenerare ulteriormente con la comparsa dei cosiddetti sintomi deficitari che consistono nella perdita della sensibilità, perdita della forza nella mano atrofia.

Una volta diagnostica la malattia, soprattutto se lo stadio non è ancora avanzato, si possono adottare comportamenti che permettono il rallentamento della patologia.
Un consiglio è quello di fare delle pause frequenti durante il lavoro, non utilizzare strumenti vibranti e abituarsi all’uso di specifici tutori che ottimizzino la postura della mano. Non si tratta di comportamenti preventivi, ma ci permetteranno di convivere meglio con la sindrome del tunnel carpale.
Per esperienza personale alle prime avvisaglie non sottovalutare il problema e recarsi immediatamente dal proprio medico. Il rischio che si corre è di subire un intervento chirurgico, tra l’altro non risolutivo, in quanto un’eventuale perdita di sensibilità potrebbe ormai essersi cronicizzata.
Non allarmiamoci l’operazione non è certo invasiva, avviene per via endoscopica e lo stesso giorno verremo dimessi, nella maggior parte dei casi tutti i sintomi dopo qualche mese tenderanno a scomparire.

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