Cos’è la policitemia?

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Opinione scritta da: Redazione 14:06:32 26-12-2010

La policitemia è una malattia che colpisce il sangue ed è causata dall’aumento del numero di globuli rossi prodotti dall’organismo, un fenomeno questo che viene indicato anche come “poliglobulia”. Il nome policitemia significa appunto “più sangue” rispetto al normale.
La patologia, che appartiene al gruppo delle sindromi mieloproliferative, è stata per la prima volta illustrata nel 1892 dal professor Louis Henri Vaquez, uno dei più importanti fisiologi francesi dell’Ottocento.
L’aumento dei globuli rossi, che può raggiungere valori di 7-8 milioni o più, rende il sangue più viscoso, e quindi lo fa circolare più lentamente. Inoltre, il sangue presenta una accentuata tendenza a coagulare, per cui provoca la formazione di trombi nei vasi sanguigni, quindi l’embolia, e in certi casi può evolvere in forme leucemiche. Le trombosi, sono la causa di ischemie e infarti, che ovviamente costituiscono le principali cause di decesso per questo tipo di malattia.
La produzione di enormi quantità di globuli rossi, accompagnata talvolta dall’aumento anche dei globuli bianchi e delle piastrine, è dovuta ad anomalie presenti nelle cellule staminali del midollo, che si vedono costrette a produrne in quantità.
È una malattia molto rara e a lenta evoluzione, di cui ancora non si conoscono le cause, e in rarissimi casi è ereditaria. Ma si è visto che colpisce soprattutto i fumatori, i soggetti portatori di malattie respiratorie, chi soffre di tumori al rene, al fegato, al cervello e all’utero, di cisti renali o altre malattie dei reni. E ne sofffre anche chi risiede per lungo tempo ad elevate altitudini, in quanto respira aria povera di ossigeno.
Conosciuta anche come “Morbo di Vaquez-Osler”, dal nome del medico che nel 1903 pubblicò le sue osservazioni pensando di essere stato il primo a descrivere la patologia, occasionalmente viene riscontrata nell’infanzia ma si manifesta per lo più in uomini di mezz’età.
Colpisce oltretutto più frequentemente gli uomini piuttosto che le donne e progredisce lentamente. Per questo motivo chi ne soffre non se ne rende conto nell’immediatezza e per molto tempo non ne registra i sintomi, quali il dolore di testa, la debolezza fisica, l’ipertensione arteriosa, ma anche un colorito cianotico della cute e delle mucose, soprattutto nei punti esposti.
Recenti studi condotti da ricercatori italiani, che nelle loro analisi hanno preso in considerazione anche la concentrazione di globuli bianchi, hanno dimostrato che tra le cause di possibili infarti nell’uomo vi è pure l’aumento del numero dei globuli bianchi nel sangue, e che in quelli policitemici il rischio è ancora più alto.
Per diagnosticare la malattia bisognerà esaminare l’emocromo, per evidenziare il numero eccessivo o meno di globuli rossi. Alcune volte il medico potrebbe richiedere anche altri esami da effettuare come ad esempio la biopsia del midollo, la VES e una radiografia del torace.
Una volta stabilita la presenza della policitemia, si passerà a curarla con la salassoterapia, che consiste nella periodica sottrazione di piccole quantità di sangue, con l’intento di riportare l’ematocrito verso la norma, che causa però l’affaticamento dell’apparato cardiocircolatorio e può indurre una anemia. Per questo motivo nei pazienti anziani e cardiopatici si preferisce ricorrere alla chemioterapia. La terapia altrimenti può essere condotta con la somministrazione di farmaci adeguati a far diminuire i globuli rossi, come il fosforo radioattivo e i citostatici.

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