Cos’è il codice Ateco?

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Opinione scritta da: Redazione 14:55:19 04-02-2011

Il codice Ateco è quello che viene fornito all’inizio dell’apertura di una nuova attività e che ne rende possibile la classificazione a livello contributivo. Si tratta di uno strumento fiscale atto a stabilire la categoria di pertinenza di un’attività nuova e garantire ai fini delle rilevazioni dell’ISTAT l’individuazione delle categorie economiche all’interno della struttura produttiva italiana.
Quando un contribuente decide infatti di aprire un’Associazione, una Ditta individuale o altro, deve rivolgersi ad un Commercialista che gli indichi come elaborare la DIA o Dichiarazione Inizio Attività in relazione all’attività che si intende svolgere. Contemporaneamente presso l’Agenzia delle Entrate di un qualsiasi ufficio, bisogna aprire una Partita IVA che va registrata entro trenta giorni dall’inizio dell’attività stessa. Sarà cura dell’Agenzia delle Entrate far compilare al richiedente un modulo in cui viene indicato il cosiddetto codice Ateco che distinguerà il tipo di attività da questi svolta.
La normativa riguardante il codice Ateco è purtroppo molto vasta e dettagliata. Si tratta di codici alfa numerici che includono diversi gradi di dettaglio, che partono dal macro settore della categoria economica di riferimento, e vanno a scalare, distinguendo tutte le sottocategorie. Questo perché la codifica delle attività svolte tende a variare con riferimento alla collocazione del settore nell’ambito della normativa europea ed è inevitabile rivolgersi ad un commercialista per stabilire quella che è di competenza del contribuente. Nei regimi fiscali di diversi anni fa, il codice Ateco era più compatto ma sintetico, pertinente alla categoria merceologica di riferimento, ma carente nei livelli di dettaglio. Negli anni la normativa ha subito variazioni ed implementazioni, creando una distinzione lunga e più articolata tra le categorie di settore e gruppi e sottogruppi delle stesse.
Tutto ciò nasceva dall’esigenza, da parte delle amministrazioni pubbliche e private e grazie all’intervento di esperti, di riflettere le specifiche della struttura produttiva del nostro Paese con particolare riferimento a categorie e sottocategorie delle attività economiche. Il Codice infatti viene definito ed approvato da un Comitato di gestione costituito appositamente ogni volta, che prevede la partecipazione dell’Istat che lo coordina e di diverse figure istituzionali, come i Ministeri interessati e tutti gli Enti previdenziali e fiscali che gestiscono le fonti amministrative sulle imprese, insieme alle Associazioni imprenditoriali principali.

Il codice Ateco contiene però un elenco alfabetico delle voci, che dovrebbe consentire di distinguere maggiormente quella che è la categoria di pertinenza, includente anche i livelli di dettaglio e le note ai singoli codici, oltre al confronto con le versioni dei codici Ateco della versione precedente per valutare di quanto la situazione sia cambiata.
La classificazione delle attività economiche è consultabile anche sul sito dell’Istat, e fa riferimento alla versione adottata dalla nomenclatura europea, pubblicata dal Regolamento della Comunità.
Quella che manca ancora e che si intende raggiungere è la classificazione unica a livello mondiale nell’ambito dell’ONU, al fine di garantire una interpretazione uniforme delle categorie di dati economici in tutti gli Stati membri.

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