Com’è nata la bandiera italiana?

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Opinione scritta da: Redazione 12:22:35 01-03-2011

Il tricolore italiano venne adottato per la prima volta nei primi giorni dell’ottobre 1796 come simbolo della Legione Lombarda, sorta a Milano per volere di Napoleone Bonaparte, e poi dichiarato vessillo ufficiale della Repubblica Cispadana (primo embrione della Nazione italiana), nella solenne seduta tenutasi proprio a Reggio Emilia il 7 gennaio 1797.
Il sogno dell’Unità d’Italia era allora un progetto di modernità, rappresentava la “nazione” contrapposta al localismo settecentesco privo di sviluppo, di connessioni internazionali, di giustizia e di diritti civili.
Il tricolore significava a quei tempi richiesta di costituzione e di autogoverno. Di conseguenza era una bandiera proibita dai governi reazionari, che era pericoloso conservare in casa e tanto più esibire in pubblico.
Forse non tutti sanno che essa è una variante della bandiera della rivoluzione francese nel quale venne sostituito il colore azzurro con il verde che rappresentava l’uguaglianza e la libertà.
Furono due studenti dell’Università di Bologna ad unire il colore bianco e quello rosso al verde in occasione di una rivoluzione da loro organizzata per fare riacquistare l’indipendenza perduta al Comune di Bologna. Ma quella sommossa fallì e portò all’arresto dei due studenti. E, come già accennato, Bonaparte la adottò nel 1796 e quel verde divenne colore nazionale nonché, per i patrioti, il simbolo di speranza per un futuro migliore.
Ma il tricolore verde, bianco e rosso non fu l’unica bandiera ad essere considerata come possibile simbolo di unificazione.
Tra il 1796 e il 1848, vari altri vessilli furono presi in considerazione dai patrioti. Ad esempio la Repubblica Napoletana istituita nel febbraio 1799 dopo l’ingresso a Napoli delle truppe francesi guidate dal generale Championnet, alla quale parteciparono uomini del calibro di Vincenzo Cuoco, Mario Pagano, Domenico Cirillo, Vincenzo Russo, adottò un tricolore blu, giallo e rosso.
L’alternativa più forte fu nel corso del 1820 e del 1821 il tricolore carbonaro rosso, nero e celeste, una bandiera rivoluzionaria e internazionalista, che venne inalberata tra gli altri anche da padre Luigi Minichini, quando da Nola e da Avellino guidò la rivolta napoletana del 1820-1821 di qualche centinaia di soldati affiliati alla Carboneria, tra cui Michele Morelli e Giuseppe Silvati.
Alla scelta definitiva della bandiera attuale contribuirono l’adozione del vessillo verde, bianco e rosso da parte delle milizie italiche durante il periodo napoleonico della Repubblica e del Regno d’Italia, dal 1805 al 1814, e poi la spinta decisiva venuta da Giuseppe Mazzini e la sua Giovine Italia, che nel 1831 indicò il tricolore come segno dell’Italia “Una, libera, indipendente, repubblicana”, dandogli quel significato nazionale che ritroviamo nell’articolo 12 della nostra costituzione.
Infatti solo dopo la nascita della Repubblica, con il D.Lgs. presidenziale del 12 giugno del 1946 si stabilì la foggia della nuova bandiera che in seguito venne confermata nella seduta del 24 marzo del 1947 dall’Assemblea Costituente e inserita pertanto nell’articolo 12 della Costituzione.

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Giudizio positivo Vantaggi: la spinta decisiva la diede giuseppe mazzini , solo dopo la nascita della Repubblicasi stabilì la foggia della nuova bandiera

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Tag: bandiera italiana cultura italia

Categoria: Arte e cultura

 

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