Come coltivare garofani?

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Opinione scritta da: Redazione 14:59:41 29-12-2010

Quali sono i passi da compiere per procedere alla coltivazione dei garofani? Prima di mettere a dimora le piantine, dovremo accertarci di avere eseguito una analisi ottimale sia del terreno che dell’acqua di irrigazione, così da poter praticare una concimazione di fondo adeguata, e poter programmare la fertirrigazione secondo le necessità delle piante.
La specie del garofano è particolarmente adatta al clima mediterraneo, poiché è in grado di sostenere senza problemi bassi livelli di umidità, e allo stesso tempo necessità di quantità di luminosità piuttosto elevate. La temperatura ideale si aggira tra i diciotto e i ventuno gradi di giorno, e tra i dieci e i dodici gradi di notte.
I garofani preferiscono terreni sciolti, ma non evidenziamo problemi nell’adattarsi a terreni pesanti, a patto che possano contare su un adeguato drenaggio e su una dotazione di sostanze organiche sufficiente. Dal punto di vista del pH, quello ideale è compreso tra 6,7 e 8,2. è importante sottolineare che la pericolosità del fusarium spp è aumentata da ph eccessivamente bassi. La radicazione delle piante può venire ritardata dal conducibilità alte; in questo caso viene favorita l’insorgenza di malattie dell’apparato radicale e del colletto. Inoltre, un rapido attecchimento delle piantine è dovuto all’utilizzo di sostanze organiche, sia in fase di preimpianto che nelle prime fasi di fertirrigazione. Per coltivare il garofano è necessario procedere alla fumigazione del terreno. Per la disinfezione del terreno, bisogna ricorrere al dazomet, che è un fungicida con tempi di carenza piuttosto lunghi, al dicloropropene, che è un nematocida, e occasionalmente un insetticida e fungicida, e al vapam, a sua volta fungicida ma adatto anche per insetti terricoli, malerbe e nematodi. Per ogni caso è fondamentale ricorrere al prodotto dedicato. Una volta passati i tempi di attesa della fumigazione, è indispensabile fresare in maniera leggera: questa operazione ha lo scopo di allontanare i residui del fumigante dal terreno, per proseguire con le preparazione delle porche. Esse generalmente sono larghe cinquanta centimetri, e hanno un passaggio di cinquanta centimetri. Arrivati a questo punto, bisogna impiantare i paletti di sostegno e la rete di tutoraggio, che deve essere posizionata su tre piani.
Per quanto concerne la messa a dimora delle piantine, essa deve essere praticata il prima possibile, e nelle ore meno calde della giornata. L’ideale sarebbe avere una densità di ventisei piante per metro quadro lordo: per arrivare a questo risultato basta inserire due piante per maglie, avendo cura di lasciare libera la fila centrale. È importante evitare di piantare troppo in profondità, e sono consigliate frequenti nebulizzazioni.
Se invece vogliamo limitarci a coltivare il garofano nel vaso, dovremo ricorrere a vasi di diametro piccolo, tra i dieci e i dodici centimetri. Il periodo di coltivazione va da settembre a febbraio, e per avere la pianta pronta sono necessarie dalle dodici alle sedici settimane.
Il substrato deve essere tenuto ben drenato e umido: è da preferire un substrato a pH neutro. Infine, per il trapianto, le piante devono essere mantenute fresche, e allo stesso tempo deve essere garantita una relativa umidità del substrato.

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