Chi sono i copti d’Egitto?

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Opinione scritta da: Redazione 16:32:21 06-01-2011

La religione cristiana pur essendosi sviluppata per storia e tradizione maggiormente nei paesi occidentali mantiene anche numerosi e compatti gruppi di fedeli in quelle terre a prevalenza musulmana, l’Egitto è uno di questi paesi. Con il termine “copti” si indica gli egiziani che dopo la conquista araba avvenuta nel settimo secolo dopo Cristo hanno mantenuto la loro fede cristiana e non si sono convertiti alla religione dei nuovi conquistatori. Questo gruppo ha dato poi vita ad una vera e propria chiesa miafisita, che riconosce in Cristo una sola natura, nella quale convergono sia la parte terrena che quella divina. La chiesa copta non è però compatta al suo interno, in essa ci sono due filoni: quello ortodosso e quello cattolico. La chiesa copta cattolica si ritrova in comunione con la chiesa di Roma e riconosce la figura e il ruolo del Papa cattolico Benedetto XVI, ha una storia più recente, si è sviluppata solo a partire dal diciannovesimo secolo da una piccolo gruppo scissosi dagli ortodossi; la chiesa copta ortodossa invece riconosce nel patriarca di Alessandria il proprio Papa, attualmente Shenuda III ha una tradizione storica più ricca e antica, la chiesa è stata fondata nel I secolo. L’etimologia delle parola tende a rimarcare il profondo legame con la terra d’Egitto, infatti la stessa lingua liturgica parlata durante le celebrazioni religiose non è altro che un’evoluzione della lingua egizia parlata nell’antichità. La chiesa ortodossa risente molto della liturgia cristiana cattolica ma ha anche molte e marcate differenze, segue un proprio calendario e non professa il culto dei Santi anche se non è vietato chiedere loro intercessioni e dare il nome di un Santo ad una chiesa. Le principali feste commemorative sono: il Natale celebrato il 7 gennaio a differenza della trazione cattolica che lo celebra il 25 dicembre, l’Annunciazione, la Teofania, la Domenica delle Palme, la Pentecoste e la Pasqua che viene celebrata in primavera. A differenza delle altre comunità cristiane che hanno pochi e limitati giorni di digiuno i copti ortodossi osservano il digiuno in maniera maggiore, soprattutto durante la Quaresima ribattezzata anche il periodo del “Grande digiuno”, durante questo periodo non viene mangiato alcun prodotto animale o di derivazione animale come latte e uova, così come è severamente vietato ingerire altri alimenti o bevande dall’alba al tramonto, i periodi di digiuno riguarano anche altre e importanti festività. Il numero di copti non è ben stimato si parla però di diversi milioni di fedeli, numeri importanti che però scompaiono di fronte alla maggioranza musulmana. Il pericolo maggiore per questa comunità viene dai fondamentalisti islamici, dal fanatismo con cui si innescano stragi a loro discapito in nome della religione, la strage lo scorso Natale davanti ad una chiesa è stato l’ennesimo atto di una crisi e una tensione che non cessano. Pur vivendo nella stessa terra da secoli le differenze religiose creano ancora troppi conflitti e a farne le spese sono sempre vittime innocenti.

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