Chi ha inventato lo Champagne?

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Opinione scritta da: Redazione 11:31:39 24-12-2010

Ci sono varie leggende che riguardano l’invenzione dello Champagne, ma tutte hanno come protagonista un abate benedettino del 1600 di nome Pierre Perignon.
La storia ci dice nel medioevo nei monasteri della regione francese della Champagne si era soliti produrre vini, queste bevande erano già molto apprezzate, soprattutto dei regnanti, la tradizione voleva addirittura che venissero offerti come dono regale. Tuttavia il vino di cui si parla è un rosso non frizzantino, anche se leggero e piacevole. Purtroppo nel 1600 le vigne che davano la vita a questi rossi pregiati andarono in rovina a causa di saccheggi e guerre varie. La leggenda dice che nel 1670 il giovane abate Pierre Perignon, avendo avuto l’incarico di tesoriere, si recò all’abbazia di Hautvillers. Il benedettino di dedicò al recupero delle vigne abbandonate, cercando di ottimizzare la produzione e di sfruttare i terreni migliori, si specializzò soprattutto nel trattamento del Pinot Noir, il Pinot nero. Fu proprio Perignon ad introdurre una diversa spremitura dell’uva nera, così da ottenere un mosto chiaro e dare al futuro Champagne le tonalità cromatiche che conosciamo oggi. Le versioni della storia sono però discordanti per quanto riguarda la seconda caratteristica tipica del vino, ovvero le immancabili bollicine.
Secondo alcuni fu tutto frutto di un errore nel processo di vinificazione, soltanto lo scoppio di alcune botti avrebbe poi rivelato a tutti la capacità di fare la spuma. Altri credono che sia stato proprio l’abate benedettino ad aver scoperto questa proprietà tramite l’aggiunta, in primavera, di fiori di pesco e zucchero. Un ultima versione infine racconta che i responsabili furono i viticoltori che, invece di conservare il vino nella botti, provarono a metterlo in bottiglia dopo la fermantazione, questo per preservare alcuni aromi; ciò però avrebbe avuto la controindicazione di far scoppiare numerose bottiglie e produrre così la famosa spuma. L’abate si rese subito conto delle potenzialità della scoperta e decise di perfezionarla, riuscendo ad intuire che la spuma era nient’altro che anidride carbonica liberata durante il processo di fermentazione.
Questo vuole la leggenda, tuttavia è indubbio che i fondamenti di verità ci siano. La storia più plausibile e probabilmente più veritiera è quella che attribuisce all’abate benedettino il merito di aver evidenziato la qualità giusta di uva, appunto il Pinot Noir, di aver perfezionato le tecniche del taglio dei vini, arrivando all’assemblaggio, ed infine di aver introdotto il conosciutissimo tappo di sughero fissato con gabbia metallica al collo della bottiglia. Il procedimento si diffuse poi tra i vinicoltori della zona, che contribuirono a produrre e perfezionare lo Champagne. In particolare i Barbe Nicole Ponsardin risolsero il problema della conservazione del vino nella bottiglie, inventando delle strutture chiamate “pupitres” a forma di V rovesciata, e donarono allo champagne la sua trasparenza attraverso la tecnica della separazione dei lieviti del vino.

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