Che cosa è l’ipernutrizione?

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Opinione scritta da: Redazione 17:42:27 07-01-2011

L’ipernutrizione rappresenta un tipo di malnutrizione, patologia che consiste in un’alimentazione disordinata ed errata. La malnutrizione si distingue in iponutrizione, nel caso in cui l’alimentazione sia scarsa o insufficiente, e in ipernutrizione, nel caso in cui l’alimentazione sia eccessiva. Due sono le conseguenze dell’ipernutrizione sulla società moderna. La prima è una conseguenza di carattere squisitamente sociale ed economico, e riguarda una forte spesa pubblica. L’altra ha a che fare con l’aspetto più strettamente sanitario. Per colpa dell’ipernutrizione, infatti, si calcola che il 70% dei futuri adulti andrà incontro a patologie quali malattie cardiovascolari, diabete di tipo 2 e tumori specifici. In Italia, per il diabete e le malattie cardiovascolari si spendono ogni anno circa 30 miliardi di euro. Il rischio è che, se non si combatte l’ipernutrizione, fra pochi anni ci saranno quasi trecentomila nuovi adulti colpiti da obesità, con conseguente incremento di spesa della sanità pubblica di almeno quindici o venti miliardi di euro. Evidentemente, l’ipernutrizione è la prima causa dell’obesità, che determina un’alterazione dell’equilibrio energetico e un accumulo non idoneo di tessuto adiposo nei tessuti dell’organismo. Se è vero, infatti, che parte dell’origine dell’obesità va ricercata in fattori genetici, un consumo eccessivo di alimenti rappresenta sicuramente la via più facile per favorire tale predisposizione. Nella civiltà industrializzata un terzo della popolazione è in sovrappeso, e il dato preoccupante è che tali numeri sono destinati a salire, specialmente tra i bambini. Insomma, l’ipernutrizione ha dato il via a quella che può essere tranquillamente definita l’epidemia più diffusa del terzo millennio, e che allo stesso tempo è la patologia più comune nel mondo occidentale. Ipernutrizione, quindi, significa alto rischio di patologie cardiovascolari, e, dunque, di morte. Non solo: bisogna tenere in conto anche delle malattie associate, quali l’osteoartrosi, il diabete mellito, l’iperlipidemia, la calcolosi della colecisti e l’ipertensione arteriosa. In un soggetto medio, il tessuto adiposo può contenere una quantità di energia tra le centomila e le duecentomila calori. L’obesità è determinata da un’alterazione dell’uso delle sostanze nutritive. In parole povere, essa è provocata da uno squilibrio tra eccessiva introduzione di calorie rispetto all’effettivo dispendio energetico. La soluzione al problema dell’ipernutrizione va riscontrata nell’educazione alimentare, e nella prevenzione. Una dieta equilibrata, composta da una varietà di apporti nutrienti, come proteine, vitamine, carboidrati, grassi, sodio e calcio, è fondamentale. Devono essere cinque i pasti della giornata: colazione, spuntino del mattino, pranzo, merenda e cena, e l’apporto calorico deve essere ripartito in maniera proporzionata in ciascuno di essi. Ecco, dunque, come combattere l’ipernutrizione: almeno un’ora al giorno di attività fisica; dieta equilibrata e sana, ripartizione delle sostanze nutrienti nell’arco dell’intera giornata e no al consumo di cibi al di fuori dei pasti. Un’ultima considerazione, infine: è paradossale che in una parte del mondo, quella industrializzata, si muoia per eccessi alimentari, mentre in un’altra parte, il cosiddetto Terzo Mondo, ci siano ancora milioni di persone che muoiono di fame.

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