Che cosa è l’herpes zoster?

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Opinione scritta da: Redazione 16:29:51 06-01-2011

L’herpes zoster viene chiamato comunemente Fuoco di Sant’Antonio. Si tratta di una patologia che colpisce la cute e le terminazioni nervose, ed è provocata dal varicella-zoster virus, cioè il virus della varicella infantile. Il nome della patologia deriva dai termini greci “cintura” e “serpente”, termini che illustrano in maniera decisamente appropriata la malattia. In effetti, essa si evidenzia come un serpente di fuoco che si sviluppa all’interno del corpo, e che non di rado può provocare degli strascichi invalidanti e duraturi. Nel corso della prima parte dell’infezione, il virus colpisce i polmoni e le vie respiratorie in generale. Il periodo di incubazione è compreso tra i due e i sette giorni: durante l’incubazione, si verifica un lieve incremento della temperatura del corpo, cui si associano tosse, dispnea (vale a dire difficoltà respiratorie), cianosi (colore rosso delle mucose e della pelle, indice di disturbi a livello vascolare o respiratorio), freddo e debolezza insistente. Peculiare, poi, è la comparsa di disturbi gravi durante le ore del risveglio, contrassegnate da una spossatezza piuttosto forte. La patologia può provocare danni al sistema nervoso; inoltre, crea dolori molto insistenti, e se non curata in maniera appropriata in breve tempo, può dare origine a immobilità corporea. Si tratta di una malattia infettiva molto contagiosa. Il virus va a colpire i linfociti B. La fascia più colpita è quella dei giovani tra i diciotto e i ventisette anni, con prevalenza negli individui che hanno superato l’adolescenza. Il decorso è acuto, e dura dalle quattro alle sei settimane. Nel sangue, sono presenti in livelli maggiori della media linfociti e monociti (cioè cellule mononucleate normali) e cellule mononucleate specifiche. Il contagio può avvenire per semplice vicinanza e per contatto, e di conseguenza è altissimo. Sono diversi i ceppi virali. Per esempio, Colliax Herpes è il ceppo meno ostinato e pericoloso, colpisce il busto e gli arti ed è relativamente facile da curare. Viceversa, Facialis Herpes è il ceppo meno leggero, che necessita l’isolamento del portatore e di chi è entrato in contatto con lui. In questo caso la medicina moderna propone l’asportazione della superficie del lobo facciale interessato, o, in alternativa, una terapia della durata di quattro mesi in camera iperbarica, caratterizzata dalla somministrazione di antibiotici potenti a basa di amoxicillina. Come si manifesta la malattia? Alla formazione di croste e vesciche si accompagnano dolori acuti lungo i nervi colpiti, dolori la cui durata può anche estendersi per lungo tempo. In genere essa si manifesta sull’addome o sul torace, e sul viso più raramente. Nel caso in cui si manifesti sul viso, tuttavia, se non viene curata può condurre in maniera rapida addirittura alla cecità. Nei casi meno gravi, comunque, sono presenti dolori agli occhi e alle orecchie, con probabile fuoriuscita di un liquido giallognolo. I dolori, molto consistenti, interessano in genere solo un lato del corpo, per poi diffondersi lungo il viso, le braccia e le gambe. La patologia è da non sottovalutare specialmente nelle persone anziane. In ogni caso, se viene curata in tempo, le croste seccano presto e la guarigione è possibile.

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