Che cos’è l’intolleranza al lattosio?

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Opinione scritta da: Redazione 11:23:11 01-12-2010

L’intolleranza al LATTOSIO è l’incapacità dell’organismo umano di assimilare il LATTOSIO, che rappresenta circa il 98% dello zucchero contenuto nel latte, attraverso la sintesi che avviene per mezzo di un enzima definito LATTASI.

Lo zucchero contenuto nel latte animale, quindi, sarà difficilmente assimilabile e quindi indigeribile se non è prima scisso attraverso un procedimento meccanico che avviente nel duodeno, e trasformato in due zuccheri più semplici: il GLUCOSIO E IL GALATTOSIO.

Tale intolleranza è presente nella maggior parte degli esseri umani ed è riscontrabile sia per quanto riguarda il latte VACCINO e i suoi derivati che per quanto riguarda il latte di CAPRA.

In assoluto il latte di capra risulta più leggero e facilmente digeribile rispetto al primo, ma se l’intolleranza al lattosio è più o meno intensa è comunque sconsigliabile assumerlo per un certo periodo.

Una intolleranza al lattosio può manifestarsi con frequenti coliti, mal di pancia, diarrea e anche vomito; spesso poi si passa alle dermatiti. Ma -e questo come in tutte le intolleranze – possono essere frequenti anche i mal di testa e la stanchezza.

Oggi l’intolleranza al lattosio è riscontrabile attraverso diversi esami.

L’ELETTROAGOPUNTURA, che misura con un impedometro la resistenza elettrica in alcuni particolari punti delle dita della mano e dei piedi è sicuramente uno dei più attendibili.

Ma esistono anche il DRIA TEST, un test basato sulla forza muscolare, e il TEST CITOTOSSICO, da effettuare con un prelievo di sangue. Di questi ultimi fa parte il PRIST, un esame ematico MUTUABILE e diffuso in ospedali a reparto dermatologico.

Fino a pochi anni fa quella delle intolleranze – soprattutto quella al lattosio – appariva una verità poco attendibile. Fino a quando non si è riscontrato che il nostro corpo, per forza di cose, non riesce a espellere alimenti che ingerisce di continuo, perchè non ne avrebbe le capacità. E ad un certo punto inizia l’intossicazione continua verso uno o più cibi.

Non a caso risultiamo intolleranti ad alimenti che mangiamo di frequente. Purtroppo però tutti questi sistemi (nemmeno il prelievo ematico, MUTUABILE!) hanno una base scientifica riconosciuta dalla medicina tradizionale (quella allopatica).

Come si affronta l’intolleranza al lattosio? Con una dieta di ASTENSIONE. A seconda del grado di intolleranza l’alimento viene sospeso per due, tre o addirittura sei mesi.
Ogni tanto, durante questo periodo, viene concesso qualche pasto a dieta “libera” che lo includa, per non farlo “dimenticare” al nostro organismo e consentirci di essere anche un po’ più felici.
E’ dimostrato infatti che il latte provoca una sorta di dipendenza, e non è assurdo se pensiamo che, insieme all’acqua, è uno dei pochi alimenti che assumiamo da bambini e per tutta la vita.

Oggi esistono validi sostituti del latte: LATTE DI SOIA, LATTE DI RISO, e dolci privi di lattosio. L’industria alimentare si è aperta a nuove sostanze più leggere e digeribili, oltre che gradevoli.
E poi esistono latte e formaggi, mozzarelle, privati del lattosio attraverso appositi procedimenti chimici. Il lattosio risulta in percentuale minima, circa dello 0,01% ma… c’è!

Su questi ultimi non garantirei per via del procedimento, ma li ho assaggiati e posso confermare il sapore è lo stesso.

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