Che cos’è la sindrome delle gambe senza riposo?

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Opinione scritta da: Redazione 23:03:24 06-12-2010

Chi soffre d’insonnia sa cosa significhi non dormire la notte o svegliarsidi continuo durante il sonno.
Non aver pace. Alzarsi, camminare, mangiare, guardare la televisione o cercare di leggere a qualsiasi ora, fino a che non si riesce a trovare un po’ di riposo.
Questo a me accade soprattutto verso la mattina, quando riesco finalmente a calmarmi. Ma spesso, fino ad allora, è un continuo rigirarmi.

In alcuni casi, però, sembra che le gambe non riescano proprio a fermarsi, e si ha il bisogno di muoverle di continuo o di camminare.

Quest’ultima situazione che ho descritto è denominata la “sindrome delle gambe senza riposo” e affligge fino al 15% della popolazione, compresi i bambini.

La sindrome viene abbreviata con la sigla RLS, ma viene anche chiamata sindrome di Ekbom e interessa in prevalenza donne tra i trentacinque e i cinquanta anni.

Questo desiderio di muovere continuamente le gambe – ma a volte si manifesta anche con le braccia – si verifica però non solo durante la notte, ma anche di giorno, anche se in prevalenza nelle ore serali. Tale necessità è accompagnata dalla sensazione di formicolio e a volte crampi agli arti. Se si asseconda la distensione degli stessi, si ha una immediata sensazione di benessere. Tuttavia il fenomeno tende a ripetersi di continuo.

Le cause della sindrome, riconosciuta come una vera e propria malattia, sono ancora da chiarire. Appare tuttavia chiaro si tratti di un disturbo neurologico del sonno, che sembra collegato a particolari situazioni del soggetto, quali stati di ansia trattati con farmaci, ma anche carenze di magnesio e ferro o in soggetti che hanno malattie renali. A volte può manifestarsi anche dopo una gravidanza. Non è possibile dunque un quadro preciso che individui la tipologia del paziente, poiché i casi sono spesso molto diversi l’uno dall’altro.

Non esiste inoltre un sistema diagnostico della sindrome, a causa dell’assenza di un esame che ne riscontri la presenza effettiva. Sembra però che per definirla debbano essere presenti 4 elementi:
- il desiderio impellente di muovere gli arti
- i sintomi aumentino con l’inattività (quando si è fermi non solo a letto)
- scompaiono o si attenuano con il movimento (una distensione dell’arto)
- peggiorano o si manifestano durante la notte, in concomitanza con il riposo

Dai sintomi riscontrati, si è riusciti a distinguere una sindrome di tipo primitivo e una sindrome di forma secondaria.

La prima appare del tutto priva di una causa nota e può insorgere lentamente negli anni.

La seconda si manifesta all’improvviso ma è spesso correlata all’uso di alcuni farmaci, in particolare le benzodiazepine.
Anche la prescrizione medica è soggettiva. In casi di fenomeni ricorrenti nel quotidiano possono essere prescritti addirittura farmaci comunemente usati per il Parkinson o tranquillanti.

In forma preventiva possono essere utili dei bagni rilassanti o anche delle tecniche di rilassamento muscolare come lo stretching e i massaggi con oli emollienti.

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