Che cos’è la medicina alternativa?

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Opinione scritta da: Redazione 19:30:39 20-12-2010

Per medicina alternativa si intende qualunque tipologia di medicina che si discosti da quella tradizionalmente riconosciuta. La medicina tradizionale è definita allopatica, e verificata con metodo scientifico.
La medicina alternativa consiste in pratiche mediche che non rispecchiano i principi della medicina convenzionale e, pur essendo ormai entrata nell’uso comune, non hanno superato il test del metodo scientifico.
Lo scetticismo nei confronti delle terapie alternative parte dal fatto che queste, contrariamente alla medicina tradizionale, non hanno mai trovato la cura definitiva per alcune patologie, pur avendo aiutato il soggetto malato a stare meglio. Sono risultate, cioè, dei palliativi.
Il metodo scientifico su cui la medicina allopatica si basa, al contrario, parte da prove incontrovertibili, e attua pratiche mediche dalla riuscita dimostrabile.

Non è possibile fornire un elenco completo delle pratiche mediche afferenti alla medicina alternativa, perché queste cambiano di anno in anno, tra aggiunte e scomparse nel nulla, ma nella totalità si conta la presenza di circa un centinaio di terapie alle quali è attribuita la capacità di guarigione, e proposte come panacea universale.

Ve ne sono tuttavia alcune che, grazie alla loro pratica sempre più diffusa, hanno ottenuto una certa credibilità agli occhi di chi inizialmente non le giudicava attendibili, e che si sono imposte sempre più nel tessuto sociale, tanto che alcune terapie in passato considerate “alternative” fanno ora parte della medicina convenzionale in diversi Stati.
Se ne possono citare diverse: l’agopressione, la pranoterapia, l’ipnosi, l’erboristeria, e lo yoga, ma soprattutto l’omeopatia e l’agopuntura.
La medicina omeopatica, si pone come la grossa alternativa alla medicina allopatica, tanto da essere ormai riconosciuta in Inghilterra, Francia e Germania. Non trova ancora la sua collocazione nel nostro Paese o in altri della macchia mediterranea.
Il principio cardine di questa terapia è quello di non curare la malattia, ma il malato, nella ricerca di un rapporto olistico che ricerchi il malessere fisico in un contesto più ampio, che arriva fino alla psiche. L’approccio stesso dell’omeopata risulta diverso da quello del medico tradizionale e consiste soprattutto nell’ascoltare attentamente il paziente, e nel curare il suo male attraverso l’uso del “simile”, e non del “contrario”; tesi, quest’ultima, su cui è radicata la medicina tradizionale. Altro principio cardine consiste nell’utilizzo di prodotti naturali diluiti e dinamizzati, cioè agitati, fino a raggiungere la diluizione giusta. Il principio attivo presente negli omeopatici è indicato da un numero seguito dalla sigla CH, secondo quanto stabilito dallo stesso Samuel Hahnemann, studioso dell’omeopatia alla fine del ‘700, che scoprì come gli effetti negativi di una sostanza diminuiscono all’aumentare della sua diluizione.

L’agopuntura, invece, è il simbolo della medicina tradizionale cinese, che agisce su diversi punti del corpo ritenuti cardinali per la stimolazione del metabolismo, e utilizzata anche per l’obesità. Dal punto di vista neurofisiologico è dimostrato inoltre che l’introduzione di aghi in alcuni punti del corpo fa sì che all’interno del sistema nervoso centrale vengano liberate le endorfine, che funzionano come antidolorifici (dunque analgesici) naturali.

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