Che cos’è il plutonio?

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Opinione scritta da: Redazione 14:38:20 04-04-2011

Il plutonio fu scoperto all’inizio degli anni Quaranta attraverso il bombardamento in un ciclotrone da sessanta pollici del deuterone di uranio, all’interno del laboratorio di radiazione di Berkley. La scoperta in principio fu tenuta segreta. Si tratta di un metallo dal colore argenteo, che diventa giallastro nel momento in cui viene leggermente ossidato. In virtù dell’energia che viene emanata nel decadimento alfa, se si tocca un pezzo di plutonio sufficientemente grande, si sente che è caldo. Tanto più è grande il pezzo, tanto più aumenta la temperatura, al punto da produrre calore sufficiente per portare a ebollizione l’acqua. Il plutonio si dissolve all’interno di acido perclorico, acido idroidico e acido cloridrico concentrato. È bene sottolineare che l’isotopo principale di tale elemento è il 239Pu, il cui periodo radioattivo supera i 24mila anni. Per quanto riguarda le applicazioni pratiche, il plutonio viene usato nelle armi nucleari attuali. Chiaramente vengono prese precauzioni al fine di impedire che quantità eccessive di plutonio arrivino alla dimensione critica, vale a dire la quantità di plutonio in grado di far scaturire una reazione nucleare. Il plutonio, inoltre, viene utilizzato anche per la produzione delle armi radiologiche. In particolare l’isotopo 238Pu, essendo un emettitore alfa il cui periodo radioattivo è di 87 anni, trova applicazione nella produzione di corrente elettrica per sistemi il cui funzionamento deve avvenire senza manutenzione diretta. Nell’ambiente naturale, il plutonio si trova in minerali che presentano alte quantità di uranio. La maggior parte del plutonio esistente sulla Terra, comunque, viene prodotta dall’uomo in appositi reattori nucleari. In effetti tale sostanza può penetrare nell’ambiente anche attraverso le emissioni dei reattori, o dei laboratori di ricerca o degli impianti in cui vengono prodotte le armi. In particolare, da tenere sott’occhio sono i collaudi delle armi nucleari. Si ritiene che ogni anno vengano prodotte più di cinquanta tonnellate di plutonio, e che in riserva ci siano più di mille tonnellate, tra scorie metalliche e bombe. Si sente spesso dire che il plutonio è la sostanza più tossica per l’uomo. Se anche questo fosse vero, è utile precisare che fino al 2003 ancora nessuna morte è stata attribuita in maniera ufficiale al plutonio. Inoltre, alcune tossine organiche, come per esempio la tossina del botulino, è più tossica del plutonio di miliardi di volte, ma anche una sostanza come il radio naturale è decisamente più radio tossico del plutonio. La radiazione alfa emessa da tale elemento non attraversa la pelle. Tuttavia, se esso viene ingerito o inalato va a colpire gli organi interni. In effetti, se inalate, le particelle di plutonio, decisamente piccole, possono provocare tumore ai polmoni. Se le quantità aumentano, invece, si verificano avvelenamento acuto provocato da radiazioni o addirittura morte. Risulta evidente, dunque, che in ogni caso il plutonio è una sostanza pericolosa. Gli esseri umani in condizioni normali non sono esposti a plutonio, ma può accadere che l’esposizione si verifichi in seguito a rilasci accidentali, per esempio durante il trasporto, l’utilizzo o l’eliminazione, oppure in presenza di eventi catastrofici, come sta avvenendo a Fukushima, in Giappone.

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Giudizio positivo Vantaggi: Gli esseri umani in condizioni normali non sono esposti a plutonio , Si ritiene che ogni anno vengano prodotte più di cinquanta tonnellate di plutonio

Giudizio negativo Svantaggi: si può anche morire

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Tag: plutonio radiazione di Berkle uranio

Categoria: Salute

 

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