Che cos’è il legittimo impedimento?

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Giudizio Generale: 0.0

 

Opinione scritta da: Redazione 15:21:07 04-02-2011

E’ uno degli argomenti più attuali negli ultimi tempi per via di un recentissimo pronunciamento della Corte Costituzionale in merito ma è un concesso contemplato da sempre – e non solo in questo periodo in cui i riflettori gli sono puntanti addosso – nel diritto processuale penale italiano. Si tratta di un istituto che concede all’imputato – persona coinvolta in un processo penale – di non essere presente in aula e di giustificare tale sua assenza. Si tratta – in parole semplici – di una giustificazione che l’imputato può presentare al giudice per non presentarsi in aula senza che ciò provochi delle conseguenze. Ciò è legato al fatto, infatti, che in caso di assenza da parte di un imputato in un processo penale si hanno delle conseguenze sul piano giuridico (laddove non si potesse motivare il legittimo impedimento). Se si tratta della prima udienza il giudice, una volta accertata la regolare costituzione delle parti, nel caso in cui l’imputato sia assente non volontariamente lo dichiara contumace ed il processo procede regolarmente. Nel caso in cui, invece, l’assenza si verificasse nelle udienze successive alla prima quando nella prima udienza non c’è stata la dichiarazione di contumacia, l’imputato viene dichiarato assente. Se, invece, nella prima udienza l’imputato era assente per caso fortuito o forza maggiore, allora la dichiarazione di contumacia può avvenire in questo momento. La contumacia non impedisce al processo di arrivare ad un giudizio. Nel caso di legittimo impedimento, invece, la situazione cambia. L’articolo 599 del codice di procedura penale prevede che l’udienza venga rinviata nel caso di legittimo impedimento. La prova di tale legittimo impedimento è a carico dell’imputato. Questo vuol dire che se l’imputato riesce a dare prova di aver avuto un legittimo impedimento a comparire, l’udienza che riguarda il suo caso venga rinviata. La questione è di particolare attualità visto che la legge prevede che il presidente del Consiglio dei ministri possa invocare il legittimo impedimento a comparire in un’udienza penale, nel caso in cui fosse egli stesso imputato, motivando tale impedimento con il fatto di dover svolgere l’esercizio delle attribuzioni che gli sono riconosciute dalla legge in quanto capo del Governo. In pratica, il presidente del consiglio Berlusconi – è questo il punto – in base a tale legge potrebbe invocare il legittimo impedimento – per cui vedere rinviati i processi penali che lo riguardano – motivando ciò con il fatto che sta svolgendo le sue funzioni di Capo del Governo. Il condizionale, però, è d’obbligo visto che a causa di un recente pronunciamento della Corte Costituzionale la situazione è cambiata: saranno i giudici che di volta in volta dovranno valutare la sussistenza di un legittimo impedimento e la prova non sarà automatica per il solo fatto che si tratta del Capo del Governo. Un pronunciamento che ha fatto e sta facendo molto discutere con il quale è venuto meno quello “scudo normativo” che avrebbe permesso a chi svolge determinate funzioni – in questo caso il Capo del Governo – di non essere processato al pari di qualunque altro cittadino per il solo fatto di avere quel particolare ruolo.

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