I bambini nati con cesareo hanno più allergie?

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Opinione scritta da: Redazione 9:39:21 10-12-2010

Conviene davvero partorire con il cesareo? In Italia sono sempre più numerose quelle madri che lo scelgono. Il numero dei parti non naturali, di conseguenza è aumentato nettamente rispetto a qualche decennio fa, e in questo senso le ricerche si sono fatte sempre più numerose.
Questo perché secondo recenti studi sembra che il parto cesareo possa comportare dei rischi non indifferenti soprattutto nel primo anno di vita del bambino.
Alcuni ricercatori infantili hanno infatti notato una stretta attinenza tra le intolleranze alimentari del bambino e il modo in cui è venuto al mondo; ma si parla spesso di vere e proprie allergie.
Il fenomeno delle allergie, la cui natura non è ancora geneticamente dimostrata, si presta a studi condotti verso ogni direzione, ma sembra che quelli legati alla tipologia del parto è uno dei più concreti. Questo perché il modo in cui il bambino viene al mondo lascia tracce a volte indelebili proprio sulla sua salute.
Dagli studi condotti su molti neonati partoriti con cesareo, è stata riscontrata la presenza di una flora intestinale che resta instabile per molte settimane, rispetto a quella di bambini nati in modo naturale.
Se nell’ambiente placentare i bambini sono perfettamente “sigillati”, infatti, l’esposizione immediata a batteri di ogni tipo, e che avvenga in modo del tutto innaturale, quale un taglio, li rende assolutamente più predisposti verso patologie immuno-allergiche già nell’immediato, rendendoli subito reattivi al fenomeno batteriologico esterno.
Oltre a tutto ciò, è stato rilevato un legame non indifferente tra bambini nati da parto cesareo e fenomeni quali diarrea e intolleranze, soprattutto verso il latte di mucca. È come dire che il bambino spinto a nascere in maniera “forzata” ha un’impronta diversa a livello del sistema immunitario, che rimane inevitabilmente alterato per quasi tutto il primo anno di vita. Il bambino mal si adatta alla inevitabile presenza di alcuni agenti patogeni.
Altri studi epidemiologici stanno tuttavia dimostrando che l’alterazione della flora batterica in organismi così piccoli possa determinare un effetto anche a livello asmatico o di altre patologie dell’apparato respiratorio che potrebbero rimanere in atto anche a vita.
Che dire a questo punto? È vero che il cesareo ci consente di “organizzarci” meglio, è vero che la corsa in ospedale all’ultimo momento ci consente di stare più tranquille, ma forse, se la posizione del bambino negli ultimi giorni non lo richiede, conviene davvero fare uno sforzo in più per partorirlo nel modo più naturale possibile. La sofferenza è inevitabile, ma purtroppo a volte bisogna fare i conti con cose che davvero non possono essere stabilite. Potremmo tollerare maggiormente il dolore se ci organizzassimo, ad esempio, per un parto in acqua o con della musica. Tutto, pur di evitare problemi che un esserino così piccolo potrebbe portarsi dietro a vita.
E se davvero non potessimo farlo, dobbiamo tener presente sempre che una corretta colonizzazione batterica è fondamentale per la salute del bambino e per attuare una prevenzione. Sarà utile ricostituirla poco per volta con l’aiuto di quei batteri considerati buoni, come il Lactobacilluss e e il Bifidobacterium.

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