Aspartame per ridurre le calorie va bene?

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Opinione scritta da: Redazione 10:56:25 06-12-2010

Uno dei dolcificanti artificiali più diffusi è l’aspartame, classificato con la sigla E951 e noto anche come acesulfame-k o sunette, che è presente in caramelle, chewingum, prodotti dietetici, bevande analcoliche
Viene impiegato in sostituzione dello zucchero per il suo elevato potere dolcificante, ben duecento volte superiore al saccarosio, e consigliato a chi vuole seguire una dieta ipocalorica o a chi soffre di diabete.

L’aspartame è composto da due ammminoacidi, ovvero l’acido aspartico e la fenilalanina, la quale viene esterificata con il metanolo, e risulta composto per il 50% da fenilalanina, per il 40% da acido aspartico e per il 10% da metanolo.

L’uso dell’aspartame negli alimenti è stato reso lecito dalla Food and Drug Administration americana solo nel 1981 dopo che per molti anni fu ritenuto causa di tumori al cervello negli animali.
Nel corso degli anni ci sono state numerose ricerche atte a stabilire i suoi effetti sull’organismo.
Alcuni studi hanno evidenziato la comparsa di tumori in animali da laboratorio che avevano assunto l’aspartame per via orale ma senza poter dimostrare una correlazione tra i due eventi.

Uno studio effettuato dall’Istituto “Ramazzini” di Bologna, pubblicato nel 2007, ha evidenziato rischi per la salute anche con l’assunzione della dose minima giornaliera, fissata dalla Comunità Europea a 40 mg/kg di peso..
Questi risultati sono stati però contestati da altri organismi internazionali adducendo che le ricerche non siano state effettuate seguendo un rigido protocollo.

L’aspartame assunto per molti anni provocherebbe danni molto gravi all’organismo perché contiene metanolo, il quale nell’intestino si combina con l’enzima chimotripsina e si trasforma in formaldeide, una neurotossina letale, ed acido formico, anch’esso tossico. Tale processo è accelerato dal calore prodotto ad esempio quando una bevanda viene lasciata al sole o si scalda un alimento che lo contiene.

L’’EPA, ovvero l’Agenzia per la protezione ambientale americana, ha valutato livelli tossici di metanolo superiori ai 7,8 mg giornalieri ma leggendo la composizione di bevande dolcificate si può vedere come in un litro ce ne siano ben 56!

I primi effetti del consumo di metanolo sono problemi visivi, ma causando un avvelenamento lento, possono insorgere dolori addominali, reazioni asmatiche, edemi, tumori celebrali, difficoltà di respirazione, diarrea, vomito, emicrania, ipertensione, orticaria, perdita di memoria, tachicardia, tremori… solo per citarne alcuni.

Da diversi anni ho eliminato l’aspartame dalla mia dieta evitando tutti i prodotti che lo contengono e leggendo bene l’elenco degli ingredienti di ogni singolo alimento preconfezionato che acquisto. Viste le molte ricerche effettuate in laboratorio, che lo indicano come possibile causa di alcune patologie serie, sconsiglio il suo uso a tutti ed auspico che possa essere vietato dalla normative vigenti.

Molti sono i potenziali rischi derivati dal suo consumo mentre i vantaggi si riducono solo alle minori calorie ed al suo potere dolcificante e perciò potrebbe benissimo essere sostituito dal fruttosio, che è uno zucchero naturale presente nella frutta.

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