Alle Hawaii c’è il rischio radiazioni?

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Opinione scritta da: Redazione 19:44:49 19-03-2011

Il terremoto, che ha sconvolto il Giappone l’11 marzo scorso, fa parlare di sè soprattutto per la delicata questione della centrale nucleare di Fukushima. Le pagine dei giornali, telegiornali e programmi di approfondimento sono stati monopolizzati da questo disastro senza precedenti. Il Giappone è un’area soggetta a terremoti da sempre, per questo la popolazione è molto preparata e gli edifici hanno le norme di sicurezza più elevate del mondo. Poco però si può fare quando un terremoto raggiunge quasi il punto nove della scala Richter, dura circa due minuti e sprigiona una potenza tale da causare anche un maremoto con migliaia di vittime e dispersi. Oltre al disastro naturale si aggiunge poi quello nucleare, che tiene in allarme tutto il mondo. Da molti anni si discute del pericolo e della necessità in molti paesi, privi di risorse energetiche sufficienti, di produrre energia elettrica attraverso le centrali nucleari. In Italia, ad esempio, la questione nonostante il referendum degli anni Ottanta è ancora aperta e in discussione. In Giappone ci sono ben 55 centrali nucleari, dislocate in 17 aree diverse del paese. La centrale di Fukushima è quella più vicina all’area del terremoto. Ciò che preoccupa gli esperti è l’elevato grado di radiazioni, che si trova vicino all’area danneggiata. Il pericolo per il danneggiamento del nocciolo di uno dei reattori della centrale ha fatto alzare enormemente anche i livelli di allerta in molti altri paesi. In modo particolare gli Stati Uniti hanno potenziato i controlli nell’area ovest del paese. L’ente federale, che si occupa della tutela ambientale, ha potenziato i controlli nelle aree più prossime al Giappone. L’attenzione è rivolta principalmente alle isole Hawaii. La storia del disastro di Chernobyl, ha tristemente insegnato al mondo quanto tutto sia piccolo e connesso. Per molte settimane, tutte le aree più vicine al disastro e poi via via i paesi più lontani hanno dovuto provvedere con misure di sicurezza alla salvaguardia dei cittadini. In Giappone non c’è tale pericolo, ma l’allerta è e deve restare molto alta. Quanto si sprigionano radiazioni in un’area circoscritta, una delle preoccupazioni maggiori riguardano i venti, che con le loro correnti, sposteranno queste nubi in altre aree del mondo. La potenza e l’intensità delle radiazioni con i giorni va scemando, ma le aree più prossime al disastro sono comunque monitorate e tenute in allerta. E’ notizia di pochi giorni fa l’installazione di sistemi di controllo proprio alle isole Hawaii. L’obiettivo è quello di controllare lo stato dell’area, ma anche l’acqua e il terreno da possibili radiazioni. Di certo il pericolo è reale, l’entità dei danni e degli effetti della nube non potranno essere calcolati se non a lungo termine, ma l’attenzione e i controlli di oggi permettono di sapere cosa sta succedendo e come è possibile muoversi per limitare i danni. Il problema dei reattori di Fukushima, continueranno a tenere il mondo con il fiato sospeso ancora a lungo. Le Hawaii, la Cina e tutte le nazioni confinanti geograficamente con il Giappone, vivranno questa attesa con ansia e preoccupazioni maggiori, pur di tutelare e salvaguardare al meglio la salute della popolazione.

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Giudizio positivo Vantaggi: Meno radiazioni in medicina farebbero bene alla salute e alle casse del sistema sanitario , Gli usa hanno potenziato il monitoraggio dei livelli di radioattività

Giudizio negativo Svantaggi: Il nucleare è un'arma letale e bisogna abolirlo

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Tag: hawaii nucleare radiazioni

Categoria: Ambiente

 

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