Come addestrare un cane da riporto?

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Opinione scritta da: Redazione 16:38:44 22-12-2010

Il riporto rappresenta un’attività che al cane deve essere insegnata con pazienza e metodo, poiché per lui non si tratta di un istinto naturale. I cani da caccia, per esempio, secondo istinto vanno in cerca di volatili ed altri animali che poi uccidono, ma compiono queste azioni solo per poi mangiare la preda, e non per riportarla al proprio padrone. C’è da precisare, comunque, che effettivamente esiste una specie di istinto che caratterizza il cane da caccia al riporto: essa si evidenzia nei primi mesi di vita, e tuttavia solamente in maniera molto debole. Tale istinto, insomma, scompare nel giro di qualche tempo se non viene coltivato e addestrato successivamente in maniera adeguata, con meticolosità e attenzione. Il padrone, dunque, deve intervenire proprio nel momento in cui si accorge della presenza di questo istinto, seppur fievole: è a questo punto che si palesa la necessità di addestrare il cane al riporto, così che esso non perda mai questa capacità, come invece succederebbe naturalmente. Ma come è possibile addestrare, in concreto, un cane al riporto? Quali sono gli accorgimenti da adottare? Quali gli atteggiamenti da tenere? Si tratta di un compito arduo? Andiamo dunque alla scoperta dei passi da compiere per addestrare un cane al riporto. La prima operazione da svolgere sarà quella di realizzare una sorta di fagotto, delle dimensioni più o meno di un pugno: creeremo questo fagotto ricorrendo a delle semplici stoffe, in aggiunta a pelli di animale. All’inizio dovremo fare familiarizzare il cane con questo fagotto, in modo che si abitui alla sua vista. Quindi ci sposteremo in un posto all’aria aperta, un normalissimo giardino andrà più che bene; qui dovremo lanciare il fagotto lontano da noi, a qualche metro di distanza, tenendo l’animale vicino a noi fino al momento in cui non gli daremo il via libera. Nell’istante in cui il cane avrà recuperato il fagotto, gli ordineremo di tornare da noi, arretrando leggermente rispetto alla nostra posizione originaria. Appena il cane si avvicinerà a noi, proveremo a farlo sedere in terra, se possibile premendo con la mano la parte posteriore del suo corpo per invitarlo al gesto. Posizioneremo, invece, l’altra mano proprio sotto la gola, per evitare che lasci cadere immediatamente il fagotto. Solo nel momento in cui sarà seduto come vorremo lo inviteremo a lasciare il fagotto, e lo festeggeremo nella maniera in cui siamo abituati, in modo che comprenda di aver agito in maniera giusta. Affinché questo tipo di allenamento inizi a mostrare dei risultati apprezzabili, dovremo ripetere l’addestramento con costanza, più volte di seguito, in modo da abituare il cane all’azione ma senza eccedere, per evitare di stancalo. Meglio, dunque, eseguire l’allenamento poche volte al giorno, ma tutti i giorni, piuttosto che una volta alla settimana per diverse ore di seguito. Ciò si spiega con il fatto che il cane, specialmente quando è cucciolo ma anche crescendo, solitamente si stanca velocemente e si annoia: ecco perché diverse ore consecutive di allenamento potrebbero, addirittura, portare a risultati opposti rispetto a quelli sperati.

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