Vaccino antinfluenzale sì o no? Ecco cosa bisogna sapere

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Opinione scritta da: Redazione 14:59:33 02-12-2014

Autunno, è tempo di raffreddori ed influenza. Come ogni anno, la popolazione si divide fra chi ha deciso di ricorrere al vaccino antinfluenzale e chi, invece, non ha intenzione di usufruirne.

Gli ultimi fatti di cronaca hanno sicuramente scoraggiato chi era intenzionato a vaccinarsi: sentire che delle morti potrebbero essere state correlate alla somministrazione di alcuni lotti della Novartis, uno dei maggiori gruppi farmaceutici del mondo, di certo non è rassicurante. E allora piuttosto che “rischiare di morire”, la gente preferisce prendere l’influenza.

Ma come stanno in realtà le cose? Sappiamo veramente che cos’è un vaccino e in quali casi vaccinarsi?

Il vaccino è un preparato che contiene al suo interno microrganismi uccisi, attenuati o, se il vaccino è di ultima generazione, delle parti di questi, definiti antigeni, o addirittura sequenze di DNA: tutte componenti in grado di creare nel vaccinato una risposta immunitaria che lo protegge dal contrarre la malattia.

Nonostante le voci contrarie, l’introduzione della vaccinazione è stato un passo importante nella storia della medicina per eradicare malattie che ogni anno causavano milioni di morti nel mondo.
In generale, quindi, la somministrazione di un vaccino porta più a benefici che a rischi, però è bene sapere in quali casi la vaccinazione è sconsigliata.

Quando vaccinarsi?

Per quanto riguarda la vaccinazione antinfluenzale, sarebbe utile effettuarla nel periodo ottobre-dicembre, prima che aumenti la diffusione del virus. La protezione dall’agente infettante inizia due settimane dopo la somministrazione della dose, che corrisponde al tempo necessario perché il nostro organismo produca gli anticorpi contro il virus. La protezione, poi, si protrae per un periodo di circa 12 mesi.

Chi deve vaccinarsi?

Le categorie per cui la vaccinazione è raccomandata sono, come sempre, quelle più a rischio: gli anziani oltre i 65 anni di età e le donne in gravidanza.
Queste sono le due categorie raccomandate in quanto l’influenza potrebbe peggiorare o creare complicazioni gravi in persone anziane con malattie già preesistenti, mentre per le donne in gravidanza la vaccinazione è consigliata nel secondo e nel terzo trimestre, perché contrarre il virus dell’influenza potrebbe aumentare il rischio di parto prematuro.

Inoltre, la vaccinazione in gravidanza garantisce protezione al bambino fino a 6 mesi dopo la nascita.

Chi non deve vaccinarsi?

Ci sono dei casi in cui, invece, la vaccinazione è altamente sconsigliata, come ad esempio i bambini di età inferiore ai sei mesi, gli individui allergici a qualche componente del vaccino, le persone immunodepresse e chi ha in corso malattie con febbre alta.

Quali sono i possibili effetti collaterali?

Alcune persone dopo la somministrazione lamentano indurimento, arrossamento e gonfiore della parte interessata dall’iniezione. È stato anche riscontrato che in quattro persone su dieci possono presentarsi dei sintomi simil-influenzali, sempre più lievi rispetto a quelli causati dall’influenza vera e propria.

Nel caso in cui dovessero comparire degli effetti avversi diversi da questi elencati, si consiglia sempre di contattare il proprio medico.

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