Come usare un estintore portatile

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Opinione scritta da: Redazione 10:00:26 21-02-2014

Molti studi hanno evidenziato come ci sia un’alta percentuale di dover affrontare almeno un incendio (di almeno piccole o medie dimensioni) nell’arco di vita. Quindi, è sicuramente importante riuscire a fronteggiare un pericolo del genere utilizzando i mezzi adatti. Lo strumento più comune per riuscire ad estinguere un incendio è il classico estintore portatile, disponibile in tutti gli edifici pubblici (o almeno, per legge dovrebbe essere così).

La stragrande maggioranza degli estintori portatili presentano la seguente struttura: hanno un corpo centrale all’interno del quale si trova l’agente estinguente e un beccuccio sulla parte superiore a cui è connesso un tubo di erogazione. Inoltre, sul corpo centrale è attaccato un adesivo che classifica l’estintore in base al tipo di incendio in cui può essere utilizzato:

- i fuochi di classe A sono generati da combustibili solidi come pelli, gomme, carta e legno),

- fuochi di classe B hanno come combustibili liquidi tra cui idrocarburi, alcol, oli e solventi,

- fuochi di classe C generati da combustibili gassosi come propano, metano e idrogeno,

- fuochi di classe D innescati da combustibili metallici,

- fuochi di classe E relativi agli incendi provocati da apparecchi elettrici

- fuochi di classe F, relativi agli incendi provocati da apparecchi per la cottura.

Da questa classificazione, risulta evidente che ogni edificio pubblico dovrebbe contenere uno o più estintori adatti a poter estinguere di ogni tipo di incendio (ma molto spesso non è così).

Il primo passo da eseguire per il corretto utilizzo di un estintore è quello di rimuovere il sigillo di garanzia, ruotando la sicura che si trova sul beccuccio e tirandola con forza verso l’esterno; una volta che l’estintore è operativo, bisogna afferrare con una mano il beccuccio superiore che costituisce la maniglia di erogazione del getto, e con l’altra il tubo di erogazione in prossimità del foro, in modo da dirigere al meglio il getto.

A questo punto, si può premere la maniglia di erogazione, ricordando però di porsi sempre con il vento alle spalle, in modo tale da evitare che delle folate possano dirigere il getto verso di voi; il getto andrà diretto verso la base delle fiamme e a ventaglio, per cercare di spegnere il focolaio; una volta fatto ciò, bisognerà spegnere ogni singola traccia di fiamma, perché essa potrebbe rimpinguarsi e rialimentare nuovamente l’incendio che si credeva essere spento.

C’è da ricordare, comunque, che gli estintori portatili che troviamo comunemente all’interno degli edifici pubblici (o nelle nostre case) sono adatti a incendi di piccole o medie dimensioni; se dovesse scoppiare un incendio di vaste proporzioni nell’area in cui ci si trova, occorre (senza farsi cogliere dal panico) cercare la via di fuga più vicina e allontanarsi, per evitare gravi problemi, in quanto un comune estintore non riuscirebbe a scalfire un focolaio del genere.

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