Come si è svolta la “Missione Rosetta” ?

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Opinione scritta da: Redazione 17:01:25 13-11-2014

La missione spaziale Rosetta, sviluppata dall’Agenzia Spaziale Europea e lanciata nel 2004, è una delle missioni più ambiziose nella storia del volo spaziale, ideata per raccogliere importanti dati che potrebbero aiutarci a decifrare le origini del nostro sistema solare.

Lo scopo iniziale della missione era quello di prelevare dei campioni e riportarli sulla Terra ma, come spesso accade in questi casi, il fine ultimo è stato cambiato: orbitare intorno alla cometa da agosto 2014 a dicembre 2015 e rilasciare una sonda secondaria nel novembre 2014 per farla atterrare sulla cometa.

La missione, quindi, è formata da due elementi differenti, la sonda vera e propria chiamata Rosetta ed il lander, Philae, che è atterrato (secondo quanto previsto) sulla superficie della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko nella giornata di ieri, 12 Novembre.

Il lancio di Rosetta era avvenuto circa dieci anni fa, il 2 marzo 2004, dopo due lanci cancellati per problemi con il vettore che avrebbe dovuto portare Rosetta nello spazio.
In questo lungo lasso di tempo, la sonda è stata dapprima ibernata per un viaggio di circa 800 milioni di chilometri e in seguito risvegliata il 20 gennaio 2014. Da allora è entrata lentamente nell’orbita della cometa e, grazie al VIRTIS, l’occhio principale della sonda, è stata in grado di mappare l’intera superficie della cometa, per identificare il miglior punto per l’atterraggio del lander.

Rosetta aveva già inviato a Terra moltissime immagini ed, in più, si era avvicinata così tanto alla cometa da poter “annusare” un forte odore misto di uova marce, alcol e formaldeide.
Ma la parte più interessante della missione inizia sicuramente adesso.

Il lander Philae rappresenta il primo atterraggio su cometa nella storia delle esplorazioni spaziali. Il suo obiettivo sarà quello di trapanare (fino ad una profondità di 30 centimetri) la superficie della cometa per mezzo di una trivella con taglienti di diamante, per poter poi analizzare direttamente in loco il materiale isolato.

Secondo i primi dati resi disponibili dallo strumento italiano Giada (Grain Impact Analyser and Dust Accumulator), la cometa Churyumov-Gerasimenko sembrerebbe essersi formata nella stessa regione dei pianeti rocciosi e, quindi della Terra.
Con i risultati che emergeranno dal trivellamento e con quelli di Giada che continuerà ad analizzare i grani liberati dall’atterraggio di Philae, potremo forse riuscire a capire lo stato primordiale del nostro sistema solare e gli amminoacidi che lo avrebbero costituito.

La riuscita dell’atterraggio di Philae ha suscitato grande interesse non solo nel mondo scientifico e ha reso orgogliosi tutti gli scienziati (fra i quali sono presenti molti italiani) che hanno partecipato alla realizzazione della missione.
Anche il nostro Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, si è voluto complimentare per questo grande obiettivo raggiunto:

“È un giorno storico, dobbiamo essere orgogliosi che la tecnologia italiana abbia contribuito a portare Rosetta fin laggiù”.

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