Si può votare anche se si è fuori dal proprio comune?

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Opinione scritta da: Redazione 8:40:09 19-04-2011

La normativa in merito alla possibilità di votare in un seggio diverso da quello designato sulla base della propria residenza è molto chiara e limitativa: per le elezioni politiche ed amministrative ciò non è assolutamente possibile a meno che non ci si trovi in una delle seguenti e del tutto particolari condizioni, che ho potuto verificare di persona quando, ormai più di 10 anni fa, ho svolto le mansioni di scrutatrice di seggio.
In particolare, possono votare in un seggio al di fuori del proprio comune, o comunque diverso da quello attribuito in funzione della propria residenza: gli scrutatori, il presidente di seggio elettorale e le forze dell’ordine che effettuano servizio di sicurezza presso il seggio stesso; le persone ricoverate in ospedale, dove vengono generalmente istituiti appositi seggi o dove viene offerta la possibilità ai degenti allettati di votare direttamente in camera. Diversa è la situazione dei cittadini italiani residenti all’estero, che possono esercitare il diritto di voto, in caso di elezioni politiche, anche per posta.
Una situazione del tutto particolare si viene a creare in caso di voto referendario: la legge n. 352 del 1970 (più precisamente l’articolo 19) prevede infatti che una parte delle persone che si trovano fuori dalla propria sede di voto possa votare facendosi designare rappresentante del referendum presso il seggio del comune in cui si trova, anche se diverso da quello di residenza. La domanda di designazione può essere presentata presso la sede del Comune sede del seggio cui si è interessati il venerdì prima dell’avvio delle operazioni del voto oppure direttamente al presidente della sezione cui si è interessati, ma sempre prima che il seggio venga aperto e siano avviate le attività di voto. Concretamente, la persona interessata deve rivolgersi con congruo anticipo alle liste promotrici del referendum facendosi rilasciare una delega di rappresentante del referendum da presentare al presidente di seggio nei tempi indicati.
Il vantaggio di questa pratica è chiaramente quello di offrire a chi si trova lontano dal proprio comune di residenza, per motivi di studio, lavoro o altri di forza maggiore, la possibilità di esercitare il diritto di voto ed esprimere comunque la propria opinione su importanti temi referendari; lo svantaggio è che tale opportunità può essere offerta solo ad un limitato numero di persone, in quanto il numero di rappresentanti del referendum non è infinito, ma è proporzionale al numero di liste che hanno promosso il referendum ed ai partiti/gruppi politici che sono rappresentati in Parlamento (in ciascun seggio possono esserci al massimo due rappresentanti per ciascuna lista che ha promosso il finanziamento e/o per ciascun partito presente in Parlamento).
Personalmente non ho mai usufruito di tale opportunità, né mi è capitato di vederla attuare; poiché ritengo che sia poco conosciuta, se non dai presidenti più esperti, rimango pertanto dell’idea che sia meglio cercare di andare a votare nel proprio comune di residenza.

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Giudizio positivo Vantaggi: molto chiara e limitativa , Una situazione del tutto particolare si viene a creare in caso di voto referendario

Giudizio negativo Svantaggi: poco conosciuta

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Tag: diritto di voto votare votazioni

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