Si può vendere la prima casa?

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Giudizio Generale: 0.0

 

Opinione scritta da: Redazione 9:44:30 24-02-2011

In linea di principio un cittadino è libero di mettere in vendita la propria prima casa, in quanto non esistono in Italia Leggi che lo vietino in assoluto. Tuttavia, in caso di necessità, è bene valutare alcuni aspetti prima di procedere con la vendita. Innanzitutto, la normativa vigente considera “prima casa” l’immobile appartenente ad una categoria catastale non di lusso adibito ad abitazione principale del proprietario, che ha l’obbligo di portarvi la residenza entro 18 mesi dalla stipula del rogito.
La persona che acquista una prima casa usufruisce di una serie di agevolazioni fiscali, consistenti principalmente nel pagamento di un’aliquota ridotta dell’imposta di registro e dell’IVA, se dovuta; le imposte ipotecaria e catastale sono ridotte ad “una tantum” di 168 euro cadauna e la parcella notarile per il rogito è ridotta del 30%. Tali benefici vengono concessi a condizione che la proprietà dell’abitazione sia mantenuta per almeno 5 anni dalla data di acquisto.
Quando un privato decide di vendere la propria prima casa deve pertanto essere consapevole del fatto che, se la vendita avviene entro 5 anni dalla data di acquisto, perderà le agevolazioni fiscali di cui ha usufruito, se non acquisterà un’altra prima casa nei dodici mesi successivi. Se ciò non avviene, gli svantaggi economici derivanti dalla vendita possono essere consistenti, in quanto il diritto alle agevolazioni decade e l’interessato dovrà corrispondere le imposte per intero, aggravate da una sanzione pari al 30% del loro totale e dagli interessi di mora.
Un ulteriore aspetto da considerare qualora si decida di vendere la propria prima casa sono le condizioni dell’eventuale mutuo acceso per pagarla: le banche concedono tassi agevolati per l’acquisto della prima casa, imponendo però spesso un lasso di tempo minimo entro il quale non è possibile vendere l’immobile, pena il pagamento del tasso pieno di interesse e di una penale. Chiaramente, in caso di vendita anticipata, si perde anche il beneficio della detraibilità del 19% degli interessi passivi del mutuo.
Un limite alla possibilità di vendita può sussistere qualora la prima casa sia stata acquistata in regime di “edilizia convenzionata”, che prevede la sottoscrizione di un accordo tra gli operatori privati del settore edile (in genere le cooperative) ed i Comuni. L’accordo è finalizzato a favorire il contenimento dei costi relativi all’acquisto di un’abitazione con lo scopo di agevolare l’accesso alla prima casa da parte di specifiche categorie sociali. In questi casi, al vantaggio del contenimento dei costi spesso sensibile si contrappone lo svantaggio di dover rispettare i vincoli imposti agli acquirenti dall’Amministrazione Pubblica. Tra questi c’è proprio il divieto di vendere o affittare l’abitazione per un periodo minimo di cinque anni. Inoltre, viene fissato un periodo di convenzione che può durare fino a vent’anni nel corso dei quali, una volta decorso il limite dei cinque anni, l’unità abitativa potrà essere venduta o affittata, ma ad un prezzo di vendita o con un canone d’affitto che dovranno rispettare i termini della convenzione ed essere concordati con il Comune.

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Giudizio positivo Vantaggi: contenimento dei costi , non si può vendere prima dei 5 anni

Giudizio negativo Svantaggi: rispettare i vincoli imposti agli acquirenti dall'Amministrazione Pubblica

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Tag: abitazione prima casa vendere casa

Categoria: Casa e giardino

 

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